Giovedì, 28 Dicembre, 2006
Circa 31mila immigrati africani hanno raggiunto nel 2006 le Isole Canarie, in Spagna. Lo ha annunciato Jose Segura, un funzionario del ministero degli Interni.
All’emittente radiofonica Cadena Ser il funzionario ha spiegato che la crescita, che ha definito “spettacolare”, si è verificata malgrado la presenza di pattuglie aree e navali dell’Unione Europea a largo della costa africana occidentale per contrastare il fenomeno.
Meno di 5mila potenziali immigrati sono stati intercettati mentre cercavano di raggiungere le isole Canarie, a largo della costa nordovest africana, nel 2005. In base alla legge spagnola, le autorità hanno quaranta giorni di tempo per identificare e rimpatriare gli immigrati clandestini e devono rilasciare se questa scadenza non viene rispettata.
A settembre, il governo ha annunciato di aver rimpatriato oltre 73mila immigrati clandestini quest’anno, quasi un quinto dei quali africani sub-sahariani.
Fonte aduc.it
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Giovedì, 28 Dicembre, 2006
Il Cpt londinese di Harmondsworth sotto accusa per le condizioni di detenzione
di Egle Mugno
Un altro centro di permanenza temporanea britannico è finito sotto accusa. Questa volta si tratta di “Harmondsworth”, vicino a Heathrow, centro nato nel 2001 e gestito da un’azienda privata, la “Uk Deyention Service”. Anne Owers, capo ispettore delle prigioni, ha nuovamente portato alla luce i metodi poco “ortodossi”, adottati dai dipendenti, nei confronti degli immigrati in attesa di asilo politico. La Owers ha descritto una situazione interna simile più a un carcere di massima sicurezza che ad un centro di accoglienza. Il rapporto rivela dati preoccupanti: il 44 percento degli immigrati è vittima di abusi e il 60 percento dichiara di non sentirsi al “sicuro e tutelato”. Ogni anno passano per Harmondsworth almeno duemila clandestini in attesa di riconoscimento. Puntualmente nelle descrizioni dei trattamenti ricevuti ricorrono le stesse parole: intimidazioni, aggressività, poca disponibilità, maleducazione. In particolare con le persone che non conoscono l’inglese. Il capo ispettore ha dichiarato che i clandestini vengono controllati con eccessiva attenzione, come si trattasse di criminali: tutti i loro movimenti sono monitorati, è negato il possesso di contenitori di qualsiasi tipo e cavi per apparecchiature audio. Il dato più sconcertante emerso è la punizione cui vanno incontro i detenuti il cui comportamento non è giudicato corretto: vengono confinati in stanze d’isolamento dopo essere stati denudati. La pratica è stata utilizzata ben 129 volte durante i primi sei mesi del 2006. La Owers ha giudicato questi comportamenti assolutamente inaccettabili in un posto dove il principio fondamentale dovrebbe essere quello di un’accoglienza sicura, umana all’interno di un clima disteso. Il rapporto ritrae una delle situazioni più squallide e sconcertanti che l’ispettore abbia mai osservato in un Centro di accoglienza in Gran Bretagna. Il problema secondo la Owers risiede nella gestione, non tanto nel lavoro dei singoli dipendenti che, nonostante lo scarso supporto, tentano comunque di svolgere un buon lavoro.
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Lunedì, 25 Dicembre, 2006
Il lavoro stagionale e schiavistico nei campi della piana di Gioia Tauro, per conto della ‘ndrangheta e per pochi euro all’ora. Il razzismo, le spedizioni punitive e la prostituzione. E per alloggio un’ex cartiera abbandonata. Viaggio tra gli immigrati di Rosarno, Calabria. Nell’Italia che non si vede
di Alessio Magro
Stanno sul bordo della strada, con le buste di plastica in mano, gli stivali di gomma ai piedi. Aspettano di essere scelti per una giornata di lavoro. Come al mercato degli schiavi. Sono l’esercito delle arance, le braccia che mandano avanti i campi nella piana di Gioia Tauro, profonda Calabria. Aspettano i caporali, con i loro pick-up, pronti a spaccarsi la schiena dieci o dodici ore per 20-25 euro. Aspettano, attenti a non farsi investire dalle auto che passano sulla Nazionale, perché a Rosarno i marciapiedi non ci sono. E perché c’è chi fa a gara a colpire il negro o il rumeno. Chi è fortunato acquista il diritto ad essere sfruttato. Ma anche quello si paga: 5 euro a testa per il trasporto fino agli aranceti. A volte bisogna farsela a piedi. Li vedi in fila dietro il guard-rail, tre-quattro chilometri sull’autostrada per abbreviare il tragitto. Gli altri tornano a casa, si fa per dire.
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Domenica, 24 Dicembre, 2006
Dieci anni fa 283 immigrati annegavano a largo delle coste siciliane. I loro corpi sono ancora in fondo al mare
La notte tra il 25 e il 26 dicembre 1996 a largo di Portopalo (58 chilometri da Siracusa) affondò un battello di migranti che stava cercando di raggiungere le coste siciliane. La nave Yioahn, che trasportava un carico di più di 400 migranti indiani, pakistani e singalesi, si scontrò con la F-174, un´imbarcazione più piccola partita da Malta per condurre gli immigrati fino alla costa della Sicilia. Dopo l´incidente, la F-174, stipata di migranti, colò a picco, portando con sé 283 di loro. Fu la più grande sciagura del mare dal dopoguerra. In 29, aggrappandosi alle funi della Yiohan, riuscirono a salvarsi. Il trafficante di uomini che pilotava quest´ultima nave non lanciò l´SOS, ma fuggì facendo rotta verso la Grecia, dove scaricò gli uomini e scomparve. Una volta a terra, nessuno credette alle testimonianze dei superstiti, che furono arrestati. Una sciagura di tali dimensioni non poteva essere vera. Quegli uomini mentivano, per impietosire le autorità greche e ottenere così l´asilo politico.
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Venerdì, 22 Dicembre, 2006
Sono ormai trascorsi 10 anni dalla più grande tragedia (accertata) nel Mediterraneo dal dopoguerra ad oggi. Sin dai primi giorni dal naufragio di 10 anni fa, grazie alle denuncie dei superstiti, dei parenti delle vittime e di Dino Frisullo abbiamo iniziato a chiedere verità e giustizia. In questi lunghi anni il processo contro i responsabili a Siracusa (la prossima udienza si terrà il 20/12) pigramente è andato avanti correndo il rischio d’arenarsi, mentre è iniziato da alcuni mesi un nuovo processo a Catania (la prossima udienza si terrà il 21/12) contro il capitano della Yohan El Hallal.
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Giovedì, 21 Dicembre, 2006
Un cittadino egiziano, Mohamed Farag, di 29 anni, e’ stato arrestato oggi dalla Polizia di Stato all’interno del Centro di prima accoglienza per immigrati clandestini di Sant’Anna. Sarebbe uno degli scafisti che hanno condotto la grande nave di ferro approdata ieri al porto siciliano di Licata con 648 clandestini a bordo. Farag era tra i circa 400 profughi che sono stati poi trasferiti con un ponte aereo al Cpa di Crotone. Proprio nella struttura gli agenti della sezione criminalita’ extracomunitaria della squadra mobile di Crotone, in collaborazione con i colleghi delle squadre mobili di varie citta’ italiane che stanno operando nel centro di accoglienza di Crotone, hanno subito avviato le indagini per identificare gli scafisti. Numerosi profughi ascoltati dagli agenti hanno indicato nel 29enne egiziano una delle persone che si alternavano alla guida della nave. Secondo le testimonianze raccolte dai poliziotti della mobile crotonese i profughi sarebbero partiti dal porto libico di Zuara; per la traversata avrebbero pagato una cifra oscillante tra i 1.500 e i 2000 euro ciascuno. Mohamed Farag e’ stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Fonte repubblica.it
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Giovedì, 21 Dicembre, 2006
Dieci anni fa il naufragio più infausto della storia italiana: 283 migranti morti nel Canale di Sicilia
di Luca Galassi
Non siamo più la generazione di Kunta Kinte. Quando lo sceneggiato televisivo tratto dal libro ‘Radici’ di Alex Haley apparve sugli schermi italiani nel 1979, l’indignazione contro il razzismo e la schiavitù avevano già da tempo consolidato in noi, popolo di emigranti, valori antichi. Ma quando, nei decenni successivi, l’incontro con quelli che avrebbero dovuto diventare l’oggetto della nostra solidarietà e della nostra accoglienza - cioè i migranti - diventò il vero banco di prova dei nostri valori, il ricordo di Kunta Kinte era ormai evaporato. A Natale non si è tutti più buoni. Almeno non lo furono gli scafisti della Yiohan, che dieci anni fa abbandonarono al loro destino 283 migranti nel Canale di Sicilia. Il loro destino fu la morte, e dopo la morte l’oblio. Un oblio che sarebbe stato eterno, se cinque anni dopo un coraggioso e ostinato giornalista di nome Giovanni Maria Bellu non avesse mostrato al mondo la conclusione della sua personale battaglia alla ricerca della verità.
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Mercoledì, 20 Dicembre, 2006
“Lo dimostra sbarco di Licata” Palermo, 19 dic. (Apcom) - “Lo sbarco di immigrati di questa notte a Licata dimostra che la strategia, attuata dall’Unione Europea e dall’agenzia Frontex, di pattugliamento delle coste è assolutamente inefficace e propagandistica.” Lo afferma in una nota Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Comunista e capogruppo della Sinistra Europea nella Commissione Giustizia del Parlamento Europeo. “Le politiche repressive e proibizioniste non possono arginare il naturale flusso di migranti e pertanto serve un approccio diverso al fenomeno, più attento ai diritti umani e alle esigenze del mercato del lavoro regolare. La follia dei Centri di permanenza temporanea trasformerà in clandestini uomini e donne che cercano solo una vita migliore. Il governo italiano cambi strategia e adotti misure per l’allargamento dei canali legali per l’ingresso dei migranti: solo cosi si potranno evitare i drammatici sbarchi di queste ore.”
Fonte aduc.it
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Mercoledì, 20 Dicembre, 2006
Novembre 2006
31 morti lungo le coste del Sahara, uno in Grecia e 69 in Algeria; 5.742 le vittime dell’immigrazione clandestina dal 1988. Intanto Tripoli ospita la conferenza euroafricana, ma un nuovo rapporto accusa Qaddafi di abusi e torture sui migranti detenuti
Esilio e zodiac. “Esiste una responsabilità diretta del governo marocchino nel naufragio delle due pateras”. Trentuno giovani saharawi sono annegati nell’ultima settimana di ottobre a una ventina di chilometri da Boujdour, nel Sahara occidentale, e l’ong spagnola Comisión Española de Ayuda al Refugiado (Cear) accusa Rabat. Secondo testimonianze raccolte da Cear “in molti casi le forze di polizia marocchine istigano i giovani attivisti a partire”. Tra le vittime anche Naji Dohatem, classe 1976, da anni impegnato nella lotta per i diritti umani e per l’indipendenza dei territori del Sahara, occupati dal Marocco dal 16 ottobre 1975. A giugno su uno zodiac battente bandiera del Sahara e diretto a Las Palmas, viaggiava tra i 41 giovani saharawi Buchara Nafá, militante liberato a marzo 2006 dopo 10 mesi di prigione a Laayoun. Secondo un comunicato del Polisario più di 500 giovani sono stati costretti all’esilio dopo l’inizio dell’intifada nel maggio 2005, a causa delle minacce e delle torture in carcere praticate arbitrariamente dalle forze di sicurezza marocchine. Non solo. “Gli ufficiali della Gendarmerie – continua il comunicato - hanno patti con i passeurs, che ricevono quantità sostanziose di denaro per ogni emigrante saharawi che lascia il Paese”. […]
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Mercoledì, 20 Dicembre, 2006
Roma, 19 dic. - L’assemblea di palazzo Madama ha approvato, con 154 voti favorevoli, 111 contrari e 4 astenuti, l’art. 12 della legge comunitaria, modificato da un emendamento presentato dai senatori dei Verdi Gianpaolo Silvestri. L’art. 12 recepisce una direttiva comunitaria sulle norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiati. Il Senato ha cancellato un passaggio dell’articolo che prevedeva di tenere conto, nella scelta delle opzioni previste dalla direttiva, di quelle piu’ aderenti al disposto dell’art. 10 della Costituzione.
Fonte leggonline.it
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Martedì, 19 Dicembre, 2006
Dakar, 19 dic. - Oltre 100 aspiranti immigrati clandestini africani hanno perso la vita in seguito al naufragio al largo delle coste del Marocco dell’imbarcazione su cui tentavano di raggiungere dal Senegal l’arcipelato spagnolo delle isole Canarie. ‘’Sono state tratte in salvo 25 persone, mentre 102 sono indicate disperse, con scarse possibilita’ di recuperarle vive'’, ha detto da Dakar un portavoce della Croce Rossa.
Fonte leggonline.it
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Martedì, 19 Dicembre, 2006
Alcuni immigrati che stavano per essere trasferiti dal centro di accoglienza di via Panepinto a Licata (Agrigento) in un’altra struttura dell’isola, sono riusciti a fuggire. Le forze dell’ordine hanno rintracciato due dei fuggiti mentre ne mancherebbero all’appello una quindicina. Nella zona della struttura, che si trova nel centro abitato di Licata, e’ in corso una vasta battuta di polizia e carabinieri alla ricerca dei fuggitivi.
Fonte repubblica.it
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Martedì, 19 Dicembre, 2006
Donne e bambini tra i migranti, momenti di tensione quando due motovedette della Guardia costiera si sono avvicinate al barcone e 31 extracomunitari si sono gettati in acqua
Agrigento, 18 dicembre 2006 - Centinaia di migranti hanno attraversato il Canale di Sicilia su un barcone lungo una trentina di metri. L’imbarcazione, vecchia e arrugginita, secondo una stima della capitaneria di porto di Palermo, che ha coordinato i soccorsi assieme ai colleghi di Catania, trasportava oltre 500 immigrati, compresi donne e bambini.
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Martedì, 19 Dicembre, 2006
Il capo dello Stato in occasione della ‘Giornata Internazionale del Migrante’: ‘’La strada dell’integrazione è ancora lunga e va affrontata con coerenza e rigore’
Roma - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della ‘Giornata Internazionale del Migrante’ ha inviato un messaggio al ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, con il quale rivolge ‘’un saluto augurale ai tanti stranieri immigrati in Italia e agli emigranti italiani che contribuiscono allo sviluppo dei Paesi che li ospitano'’.
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Domenica, 17 Dicembre, 2006
Non è in corso nessuna sanatoria e le buste distribuite dalle Poste, se il cittadino straniero è irregolare non servono a niente.
Non è in corso nessuna sanatoria e le buste distribuite dalle Poste, se il cittadino straniero è irregolare non servono a niente. È quanto dichiarano in una nota stampa i rappresentanti del Centro Interculturale Baobab avallati dall’Assessorato all’immigrazione di Foggia.
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