stop alle code in questura il permesso si rinnova in posta

Da oggi parte in tutta Italia la nuova procedura del Viminale
per il rilascio o il rinnovo dei documenti ai cittadini immigrati
La domanda si può consegnare in uno dei 5.332 uffici postali abilitati

ROMA - Niente più code davanti alle questure. O, almeno questa è l’intenzione. Da oggi gli immigrati potranno rinnovare il permesso di soggiorno e, in generale, i documenti richiesti per la permanenza in Italia, anche negli uffici postali. Dopo la conclusione della fase pilota su 5 province (Ancona, Brindisi, Frosinone, Prato, Verbano-Cusio-Ossola) entra in vigore su tutto il territorio nazionale la nuova procedura che nasce dalla collaborazione tra il Viminale, l’Anci, le Poste e gli Istituti di Patronato. Si tratta del primo caso in Europa.

Cosa dovranno fare gli immigrati. La prima cosa da fare, per gli immigrati, è il ritiro del kit (composto da 2 moduli a lettura ottica simili a quelli usati per il decreto flussi) contenente la modulistica, non più presso le questure, ma in uno dei 14.000 uffici postali presenti su tutto il territorio nazionale. Una volta compilata la modulistica e integrata con i documenti richiesti il kit potrà essere riconsegnato in uno dei 5.332 uffici postali abilitati.

Nella busta vanno inseriti i documenti a seconda della tipologia di permesso richiesto. Chi chiede il rinnovo deve allegare anche una copia del permesso scaduto, non l’originale. Al momento della riconsegna del kit all’ufficio postale l’immigrato dovrà avere con sè un documento d’identità valido da esibire all’operatore e la busta contenente la modulistica deve essere lasciata aperta. Questo consentirà all’impiegato postale di verificare che tutti i documenti richiesti siano stati allegati correttamente.

Ricevuta come il cedolino. A questo punto il kit con la modulistica viene spedito al centro servizi amministrativi delle Poste e all’immigrato deve essere rilasciata una ricevuta. La ricevuta è uguale al cedolino. Ovvero, allegata all’originale del permesso scaduto, ha lo stesso valore e dimostra che la domanda di rinnovo è già stata presentata.

Comuni e Patronati. Tra le novità previste nelle nuove disposizioni il fatto che, una volta ritirato il kit, l’immigrato può avvalersi dell’assistenza dei patronati e degli uffici comunali (per ora sono 22 le città in cui i comuni svolgeranno questo servizio) che provvederanno ad aiutare lo straniero nella compilazione dei moduli on line e procederanno loro stessi alla stampa.

I moduli arrivati ai centri servizi amministrativi delle Poste vengono scansionati e spediti alle questure competenti. Per i consueti controlli. E per verificare che tutta la documentazione sia in regola. Se mancano dei documenti la questura può chiedere di integrarli.

Le impronte digitali. Una volta che la verifica sia andata a buon fine il cittadino immigrato riceverà una raccomandata in cui si comunica la data in cui dovrà presentarsi in questura per il primo appuntamento. Quando, appunto, gli verranno prese le impronte digitali. Il giorno del primo appuntamento gli verrà notificata una seconda data in cui recarsi a ritirare il permesso di soggiorno (o il diniego).

Per tutte le informazioni è disponibile il portale immigrazione che spiega nel dettaglio le procedure di rilascio e di rinnovo del titolo di soggiorno. Un’importante novità è la possibilità di verificare lo stato di avanzamento della propria pratica tramite un’area riservata accessibile con login e password riportati sulla ricevuta di accettazione dell’istanza rilasciata dall’operatore postale.

Call center e informazioni. Il portale inoltre fornisce l’elenco degli uffici postali, dei Patronati e dei Comuni coinvolti nella gestione delle istanze di richiesta. Il call center, invece, sviluppato e gestito in collaborazione con l’Anci, è disponibile gratuitamente attraverso un numero verde (800.309.309) ed è stato realizzato nelle cinque lingue più parlate dagli immigrati in Italia (Arabo, Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo).

I documenti. Questi i permessi che si rilasceranno/rinnoveranno alle Poste. Adozione, affidamento, attesa occupazione, attesa riacquisto cittadinanza, famiglia (anche per ragazzi da 14 a 18 anni), lavoro autonomo, subordinato, stagionale, lavoro nei casi previsti dall’art. 27, missione, motivi religiosi, residenza elettiva, ricerca scientifica, studio, tirocinio/formazione professionale, turismo, rinnovo per permesso apolidia e asilo, carta di lungo soggiorno per cittadini extraUE, la conversione del permesso, il duplicato del permesso o della carta di soggiorno smarriti, l’aggiornamento del permesso o della carta di soggiorno (per cambio di residenza, nascita di figli…).
Fonte repubblica.it

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