2 mln di immigrati in attesa di partire
PALERMO - In Africa due milioni di persone sarebbero in attesa di affrontare il viaggio della speranza verso l’Europa. Numeri allarmanti, resi noti a Siracusa - durante un convengo sull’immigrazione clandestina organizzato dall’università di Catania - dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, che ha parlato di “problema mondiale” e, in era di globalizzazione, ha invocato l’adozione di strategie globali.
Un appello fatto proprio dal segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Gennaro, che ha sollecitato interventi internazionali, gli “unici in grado di frenare un esodo altrimenti incontrollabile”. E se Gennaro ha fatto riferimento all’esigenza di “favorire gli accordi con i Paesi rivieraschi” come la Libia, dalle cui coste prendono il mare centinaia di imbarcazioni l’anno, Grasso é andato oltre e ha invocato interventi sui Paesi di origine degli immigrati. “La Libia - ha detto il procuratore antimafia - è un Paese di transito, che va aiutato a risolvere il problema prima che questa pletora di extracomunitari valichi i suoi confini”.
Ma l’immigrazione clandestina non si combatte solo sul fronte internazionale. “Sarebbe necessario istituire il reato di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina - ha proposto Grasso - e ascrivere solo questo alle competenze delle direzioni distrettuali antimafia che, sotto l’impulso e il coordinamento della procura nazionale, possono intervenire in modo più incisivo sul fronte della repressione”. Una proposta non condivisa dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, intervenuto al convegno, che ha ribadito il secco no di via Arenula all’assegnazione alle dda dei reati di immigrazione clandestina. “Resteranno alle procure locali” ha detto il Guardasigilli, che ha invitato a puntare sulla “prevenzione”. “Abbiamo prodotto - ha aggiunto - un disegno di legge per cui, d’ intesa con il ministro dell’ Interno, le competenze restano alle Procure locali, che svolgono il maggiore sforzo nel contrasto del fenomeno”.
Mastella e Grasso, che sul fronte della politica giudiziaria la pensano diversamente, hanno concordato nel denunciare lo sfruttamento dei minori clandestini giunti in Italia. Secondo il Viminale, solo negli ultimi anni nel nostro Paese ne sarebbero arrivati 412. “Ci sono schiavitù che sono autentiche forme di violenza, soprattutto quando i bambini sono utilizzati secondo una logica mercantile” ha detto Mastella. Circostanza su cui anche Grasso ha lanciato l’allarme: “nei centri di accoglienza - ha spiegato - ci sono persone che cercano di sfruttare i minori utilizzandoli per commettere reati come il furto e l’ accattonaggio o facendoli lavorare in nero”.
“Ha fatto scalpore una telefonata di uno di questi trafficanti - ha continuato - che chiedeva ai genitori di un ragazzo, che abitavano in Bulgaria, di riprendersi il figlio, ormai troppo cresciuto, e di averne in cambio uno minore di 14 anni, quindi per legge non imputabile”. Di sfruttamento ha parlato anche il presidente della commissione nazionale antimafia, Francesco Forgione, secondo il quale occorre intervenire “sul rapporto tra le organizzazioni criminali che gestiscono l’ uscita dei migranti dall’Africa verso il nostro Paese e le organizzazioni e le mafie che ne sfruttano il lavoro”.
Fonte ansa.it