Bologna. In primavera, election day per consulte immigrati
Svolta storica per gli immigrati sotto le Due Torri. Il Comune di Bologna ha deciso, infatti, che in primavera ci sara’ un election day in cui tutti gli immigrati residenti saranno chiamati, per la prima volta, a votare i propri rappresentanti da eleggere nelle nove Consulte di quartiere. In sostanza, in ogni quartiere verra’ eletta una consulta formata da cinque persone e al suo interno verra’ nominato un portavoce. I nove portavoce delle consulte dei quartieri di Bologna faranno poi parte di un organismo che si chiamera’ Conferenza dei portavoce e che sara’ il massimo organo di rappresentanza degli immigrati residenti, ma non ancora cittadini italiani. Infine, tutti gli eletti faranno parte di un organismo assembleare che potra’ riunirsi per alcune questioni specifiche.
A dare l’annuncio sono stati la vicesindaco, Adriana Scaramuzzino, l’assessore comunale agli Affari Istituzionali, Libero Mancuso e il presidente del quartiere San Donato, Riccardo Malagoli, portavoce della conferenza dei presidenti di quartiere.
Si tratta di una scelta, come ricorda Mancuso, che viene fatta sulla base della legislazione nazionale vigente. Ma visto che l’orientamento del governo e’ quello di dimezzare (da 10 a cinque) i tempi per ottenere la cittadinanza e di inserire una sorta di test di ingresso per gli aspiranti cittadini italiani, il Comune di Bologna prova a giocare d’anticipo. Ha deciso, infatti, che all’indomani delle elezioni di primavera, partiranno nei quartieri dei corsi rivolti agli immigrati per spiegare la Costituzione Italiana. Un modo per preparare gli immigrati al futuro test per ottenere la cittadinanza italiana.
“Le consulte- spiega la vicesindaco Adriana Scaramuzzino- dovranno esprimere pareri sui percorsi di integrazione e di accoglienza e potranno dare una visibilita’ maggiore ai problemi delle comunita’ che rappresentano”. Mancuso parla di “uno strumento fondamentale per l’integrazione” e Malagoli si spinge fino a riconoscere che le consulte “saranno paragonabili ad un Consiglio di quartiere e quindi stiamo parlando di una rappresentanza formale con delle elezioni”.
Non e’ possibile avere un quadro esatto di quanti saranno chiamati a votare perche’ la popolazione immigrata residente a Bologna ammonta a 27 mila, ma molti sono minorenni e ovviamente non avranno diritto di voto. Cosi’ come non potranno votare gli immigrati che hanno gia’ ottenuto la cittadinanza italiana (circa 300). Ovviamente le Consulte avranno solo poteri consultivi e non certo decisionali, ma in attesa che cambi il quadro nazionale, il passaggio deciso dal Comune di Bologna ha un forte significato simbolico: la citta’ di Sergio Cofferati, spesso passata alle cronache nazionali per la fermezza negli sgomberi delle abitazioni abusive degli immigrati, compie anche un passo deciso nella direzione dell’integrazione. E non e’ un caso che l’annuncio sia stato dato nel giorno in cui, per la prima volta, il Comune organizza una cerimonia pubblica per accogliere gli immigrati residenti a Bologna che hanno appena ricevuto la cittadinanza italiana.