Sfruttamento degli immigrati, caporalato e nuovi schiavi

Intervento dell’on. Giuseppe Zappulla (DS): “convocare la III Commissione nella provincia di Siracusa”.

PALERMO - L’on. Giuseppe Zappulla chiede alla III Commissione dell’ARS di convocare in seduta straordinaria la III Commissione nella provincia di Siracusa, con la presenza dell’Assessore, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese, per discutere le misure da adottare contro lo sfruttamento selvaggio della manodopera, soprattutto straniera.

Il fenomeno dell’immigrazione è ampiamente in campo da tempo e impone, ad avviso dell’on. Zappulla, scelte radicalmente diverse dalle norme previste dalla legge Bossi-Fini.

“La Sicilia, come risaputo, è terra particolarmente esposta al fenomeno, agli sbarchi e le nostre coste sono purtroppo diventate un vero e proprio cimitero di povera gente che fugge dalla fame, dalla guerra, dalla povertà, nella speranza di trovare un paese ed una vita migliore.

Anche quanto sta accadendo in molte zone della Sicilia ha tratti di estrema gravità e drammaticità. Quando lo sfruttamento e la intermediazione della manodopera rasenta la schiavitù è la democrazia, è la civiltà di tutti che viene sospesa. In pochi giorni, nella provincia di Siracusa, grazie all’egregio lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura sono emerse situazioni di illegalità al limite dell’incredibile: un intreccio perverso e inquietante di caporalato accertato, condizioni igieniche sanitarie da schiavismo, sfruttamento selvaggio della manodopera senza, ovviamente, regolare ingaggio da parte di pseudo aziende agricole, 28 euro al giorno invece di 60.

Operazioni che hanno messo in luce inequivocabilmente l’esistenza di un mercato drogato e alterato, di esseri umani destinati a lavorare in aziende gestite con gli antichi sistemi della schiavitù, alimentando uno sproporzionato profitto sulla pelle, e non è un eufemismo, di tanta povera gente. Un sistema non solo incivile e fondato sulla violazione delle leggi e dei contratti, ma che produce meccanismi perversi di concorrenza sleale a danno delle tante imprese agricole che invece si muovono correttamente nell’ambito del rispetto delle leggi. Indignarsi non basta, occorre fare molto di più e con atti e gesti concreti.”

Secondo l’on. Zappulla vanno assunte tutte le azioni per contrastare questo fenomeno. Vanno prese in considerazione le denunzie e le richieste delle organizzazioni sindacali che, con particolare forza e costanza, stanno denunziando il degrado della situazione.

La repressione contro questi fenomeni e reati deve essere forte ed esemplare ma occorre assumere anche altre iniziative: rafforzare, per esempio, gli organici delle forze dell’ordine destinate al controllo delle campagne e del mercato del lavoro di competenza; assumere provvedimenti precisi e inequivocabili che sospendano ogni contributo, condono, aiuto comunitario alle imprese che si macchiano di simili comportamenti.
Fonte assud.it

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