Ue e Africa cercano soluzione per frenare immigrazione

di Salah Sarrar
TRIPOLI - Le nazioni africane ed europee hanno cercato oggi di intensificare la loro cooperazione per fermare il flusso di immigrazioni clandestine e ridurre il divario economico che contribuisce a rendere l’Europa una terra promessa agli occhi delle popolazioni africane più povere.

Quello dell’immigrazione clandestina è diventato un tema scottante, che i politici europei, soprattutto durante i periodi elettorali, continuano a dire di voler sconfiggere, anche quando gli economisti si ritrovano d’accordo nel ritenere che gli immigrati sono necessari all’economia del vecchio continente per far fronte alla mancanza di nascite.

“Nessuno stato è in grado di affrontare da solo il problema dell’immigrazione. Abbiamo bisogno di cooperazione”, ha detto a Reuters il ministro degli Esteri libico Mohammed Abdel-Rahman Shalgam prima dell’inizio di una conferenza internazionale sull’immigrazione tenuta a Tripoli. “Qui ci sono circa due milioni di immigrati clandestini. Questa presenza di immigrati illegali è una minaccia al nostro tessuto sociale e una causa dell’aumento di criminalità e delle malattie”, ha aggiunto il ministro.

Shalgam ha detto che la Libia ha bisogno dell’aiuto europeo per controllare i suoi confini e le sue coste contro gli immigrati illegali.

“Il nostro approccio comune deve basarsi su una solidarietà attiva e tangibile. Questa solidarietà deve essere sufficientemente profonda per raggiungere gli immigrati e le loro famiglie”, ha detto nel suo intervento alla conferenza Franco Frattini, commissario europeo per l’immigrazione.

Secondo le Nazioni Unite, più di 10.000 persone sarebbero rimaste intrappolate in Marocco dopo che le autorità hanno reso praticamente impossibile attraversare lo Stretto di Gibilterra, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie radar e al rafforzamento delle pattuglie della guardia costiera.

Con il risultato che ora i clandestini si concentrano di più sulle coste sud-occidentali - da cui in 26.000 hanno già tentato di attraversare un tratto di Atlantico per sbarcare sulle Isole Canarie - e sui paesi più a est.

I marocchini si dirigono sempre più verso la Libia con l’intento di raggiungere l’Italia, secondo quanto riferito da Mohammed Khachani, dell’Associazione marocchina per lo studio e la ricerca sull’immigrazione.

“La situazione è drammatica perchè le autorità libiche non sono preparate. Solo ora stanno prendendo le debite misure”, ha detto Khachani.

“La soluzione è stimolare lo sviluppo nei paesi d’origine degli immigrati”, ha detto Shalgam.

Un’altra conferenza sullo stesso tema, tenuta lo scorso luglio in Maroccco, ha visto al suo termine il concretizzarsi di poche iniziative, e alcuni osservatori temono che l’incontro di Tripoli finirà con il produrre risultati simili.
Fonte reuters.it

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