Quasi 2 milioni di lavoratori stranieri in Italia

Oltre 1 milione 800 mila sono gli occupati extracomunitari al 31 dicembre 2005 (il 10,5% del totale degli occupati).
Oltre 781 mila sono le assunzioni di queste lavoratrici e lavoratori nel corso del 2006. Oltre 110 mila gli infortuni sul lavoro nell’anno 2005, oltre 130 mila sono i cittadini stranieri titolari di imprese.
3 milioni sono, secondo le stime, i soggiornanti stranieri di cui 586 mila minorenni, mentre oltre 2 milioni e 600 mila (il 4,5%) è la popolazione straniera, secondo l’ISTAT al 31 dicembre 2005, residente nel nostro Paese di cui oltre 585 mila minorenni.
Oltre 431 mila alunni stranieri frequentano le nostre scuole (il 4,84%), mentre sono oltre 50.000 gli stranieri over 65 residenti nel nostro territorio.

Sono questi i dati del rapporto “Immigrazione e impatto sul territorio”, curato dalla UIL Politiche Territoriali e Migratorie (su fonti Dossier statistico Caritas 2006, Inail, Ministero pubblica istruzione, Istat, Cna, Inps), presentato oggi durante il VII Seminario UIL dal titolo: “Governance dell’immigrazione: è matura una svolta nella normativa in Italia?”.
Il rapporto, spiega Guglielmo Loy - Segretario Confederale UIL -, ha analizzato il fenomeno migratorio, laddove si gioca la gran parte della partita: il territorio, le città grandi e piccole, ogni angolo del nostro Paese.
Quanti sono gli occupati extracomunitari residenti in ogni Provincia?
Quanti lavoratori non italiani vengono “assunti” in ogni Regione?
Quanti sono gli infortuni sul lavoro degli immigrati in ogni Provincia?
Qual è il loro reddito?
Quante sono le imprese costituite da cittadini stranieri?
Quanti sono i cittadini non italiani in ogni Provincia?
Quanti sono i bambini e le bambine che frequentano le scuole del nostro Paese e da quale Paese provengono loro ed i loro genitori?
Quanti sono gli stranieri over 65 anni residenti?
Ne esce uno spaccato interessante che obbliga tutti, Istituzioni, Associazioni e Sindacati, a fare i conti con realta’, spesso diverse, ma molto articolate.
Dall’analisi dei dati emerge che, in valore assoluto, è nella provincia di Milano che c’è la più alta concentrazione di occupati extracomunitari, con 188.167 unità, seguita da Roma con 167.893, Torino con 74.033, Brescia con 66.867, Treviso con 51.554.
E’ ad Oristano che si registra la più bassa concentrazione di occupati con 577 unità, preceduta da Enna con 906, Nuoro con 973, Caltanissetta con 1.420, Isernia con 1.621.
Diversa la situazione se si analizza la percentuale degli occupati extracomunitari sul totale degli occupati. Infatti è nella provincia di Prato che si ha la più alta percentuale pari al 19,18%, seguita da Treviso con 17,58, Ragusa con 17,39%, Teramo con 16,92%, Brescia con 16,70%.
L’incidenza più bassa si registra nella provincia di Cagliari con il 2,14%, preceduta da Nuoro con 2,18%, Oristano con 2,40%, Sassari con 3,08% e Taranto con 3,83%.
Per quanto riguarda le assunzioni di lavoratrici e lavoratori extracomunitari , a livello regionale, nel corso dell’anno 2006, è in Lombardia che si assume di più con 157.951 unità, seguita dal Veneto con 91.601, Emilia Romagna con 85.502, Lazio con 64.525 e Toscana con 53.508.
Al contrario, in Molise si registra il numero più basso di assunzioni con 1.604 unità, preceduta dalla Basilicata con 1.642, Valle d’Aosta con 2.475, Sardegna con 3.367, Calabria con 6.521.
Se si analizzano i dati degli infortuni sul lavoro, emerge che il valore assoluto, per provincia, più alto di denunce si ha a Milano con 7.222 casi, seguita da Brescia con 4.915, Treviso con 4.881, Bologna con 4.817, Vicenza con 4.788.
Di contro il minor numero di infortuni si è avuto ad Oristano con 16 casi denunciati, preceduta da Enna con 20, Caltanissetta con 21 casi, Nuoro con 23 e Crotone con 25.
Il quadro cambia, se si prende in considerazione la percentuale degli infortuni denunciati sul totale degli extracomunitari occupati. Dai dati emerge che la percentuale più alta si registra nella provincia di Reggio Emilia con 13,09%, seguita da Modena con 12,24%, Parma con l’11,88%, Bologna con l’11,15% ed infine Lucca con il 10,87%.
Tra le percentuali di infortuni più basse, la provincia di Campobasso con lo 0,38%, preceduta da Napoli con lo 0,64%, Caserta con lo 0,83%, Agrigento con l’1,09% e Reggio Calabria con l’1,28%.
I dati regionali sulle piccole e medie imprese e imprese artigiane costituite ad oggi da cittadini stranieri, mostrano che è la Lombardia che ha il più alto numero di imprese pari a 31.739, seguita dall’Emilia Romagna con 15.912, dalla Liguria con 14.334, dal Piemonte con 14.327 e dalla Toscana con 13.488.
Il numero più basso si ha in Basilicata con 113 imprese, preceduta dal Molise con 124, dalla Valle d’Aosta con 175, dall’Umbria con 297 e dalla Puglia con 1.477.
Dai dati demografici a livello provinciale, fotografati dall’Istat al 31.12.2005, risulta che è Milano la più popolata ove risiedono 292.204 cittadini con nazionalità straniera, seguita da Roma con 228.205, Torino con 118.284, Brescia con 110.663, Treviso con 72.475.
La provincia con il minor numero di cittadini con nazionalità straniera è Oristano in cui ne risiedono 1.016, preceduta da Enna che ne conta 1.121, Isernia con 1.319, Nuoro con 2.186, Caltanissetta con 2.202.
Il quadro cambia se si analizza la percentuale di stranieri residenti sul totale della popolazione. Emerge infatti che la percentuale più alta di immigrati, rispetto alla popolazione italiana, vive nella provincia di Prato con il 9,6%, seguita da Brescia con il 9,4%, da Reggio Emilia con l’8,6%, da Vicenza e da Treviso con l’8,5%.
Mentre la percentuale più bassa è nella provincia di Enna con lo 0,6%, preceduta da Oristano e Taranto con lo 0,7%, e dalle province di Caltanissetta, Nuoro e Potenza con lo 0,8%.
Per quanto riguarda il sistema dell’istruzione, la frequenza nei vari gradi delle scuole degli alunni con cittadinanza non italiana nell’anno scolastico 2005/2006, ci rivela che è nella provincia di Milano, con 41.672 alunni, il valore assoluto più alto, seguita dalla provincia di Roma con 34.357 studenti, Torino con 21.243, Brescia con 17.814, Treviso con 12.934.
Il valore assoluto più basso si registra, invece, nella provincia di Enna con 97 alunni, preceduta da Oristano con 179, Isernia con 214, Nuoro con 248, Benevento con 319.
Se si rapportano in percentuale gli alunni stranieri sul totale degli studenti, emerge che è la provincia di Mantova con l’11,89% a registrare il rapporto più alto, seguita da Piacenza con l’11,81%, Prato con l’11,66%, Reggio Emilia con l’11,43%, Modena con il 10,76%.
Il rapporto più basso è nella provincia di Enna con lo 0,31%, preceduta da Agrigento con 0,54%, Potenza con 0,55%, Nuoro con 0,60%, Caltanissetta con 0,61%.
Lo studio condotto sulla popolazione anziana straniera, ci mostra che Roma è la provincia in cui vive il numero più alto di over 65 con 5.682 residenti, seguita dalla provincia di Milano con 4.375, Torino con 1.569, Firenze con 1.378 e Varese con 1.305.
Oristano è la provincia dove vive il più basso numero di immigrati over 65, con 31 residenti, preceduta da Enna con 44, Crotone con 45, Isernia con 50, Matera con 53.
Le province in cui si concentra in termini percentuali la più alta presenza di immigrati over 65, in rapporto al totale degli immigrati residenti, è Imperia con il 7,3%, seguita da Brindisi con il 6,3%, Bolzano con il 5%, Agrigento con il 4,6% ed Enna con il 4,4%.
La percentuale più bassa, invece, nella provincia di Vicenza con l’1%, preceduta da Padova e Treviso con l’1,1%, e da Brescia, Modena e Pavia con l’1,2%.
Molti sostengono, e noi tra essi, conclude Guglielmo Loy, che vada costruita una vera e propria governance dell’immigrazione, poiché sono tanti e plurimi i fattori che intervengono su questo complesso fenomeno.
Ma per avviare questa importante svolta politica e culturale si deve partire dalla realtà, come dimostrano i dati suddetti, da ciò che è in sintesi veramente la nostra società, per affrontare le sfide dell’integrazione sociale, scolastica, culturale, occupazionale e, per vere e buone politiche di cittadinanza.
Fonte agopress.info

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