Ordine pubblico, i sindaci in rivolta

Il consiglio di Treviso ha votato all’unanimità una mozione di Michielon (Lega): «Va arginato anche il fenomeno degli immigrati irregolari»
Gobbo capofila dei colleghi veneti: Roma deve darci agenti e più fondi

TREVISO. E adesso sull’emergenza criminalità nella Marca intervengono i sindaci. Gian Paolo Gobbo, primo cittadino del capoluogo, ha avuto ieri il mandato dal consiglio comunale, su mozione presentata dal capogruppo leghista Mauro Michielon: promuoverà, di concerto agli altri 94 sindaci della provincia, a prescindere da ogni colore politico, un summit con gli altri primi cittadini dei capoluoghi veneti sulla carenza degli organici delle forze dell’ordine, e sul fenomeno degli extracomunitari irregolari o coinvolti in reati di furto e spaccio. Gobbo vuole a Roma per chiedere agenti e carabinieri e bloccare il temuto trasferimento di organici a Napoli. Sulla vicenda è intervenuto il prefetto reggente Adinolfi: «Nessun trasferimento»

Ma l’iniziativa politica degli amministratori, Gobbo in testa, va oltre il tema Napoli. Significativo il voto trasversale del consiglio trevigiano. E il summit punta a rivendicare più fondi da destinare all’integrazione, soprattutto dei figli degli immigrati.
Mauro Michielon, che è anche capogruppo del Carroccio, ha fimato la mozione accolta poi da Forza Italia e dal centrosinistra, sia pure con un caldo invito all’amministrazione ad impegnarsi di più con proprie risorse.
La Lega innesca dal Veneto il pressing sul governo nazionale. «Solo nella Marca - ha tuonato ieri Michielon, raccogliendo consensi - servono 50 poliziotti. Il sottosegretario Rosato ne ha promessi 100 per tutto il Veneto. E ora il governo li manda a Napoli. E’ ora di dire basta, di battere i pugni sul tavolo, è ora che qualcuno dica: “sindaci, noi andiamo a Roma, ma non per chiedere la carità di soli 100 uomini per l’intero Veneto”. O si reagisce subito, o tra poco scoppia un conflitto sociale». Michielon ha spiegato che Treviso può ben essere il «capocordata», sesta provincia italiana per immigrati (10,4% della popolazione), terza nel Veneto per arresti connessi allo spaccio. «Sono 315 mila gli extracomunitari nel Veneto - ha aggiunto - la Marca ne ha 65.768. Con questi numeri l’integrazione passa per i fondi per sanità ed istruzione. Ben 18.000 extracomunitari sono under 18». E la criminalità? Michielon ha citato il sociologo Barbagli. «Le città venete sono ai primi posti in Italia per arresti connessi alla droga (64,5% del totale a Padova, 53,3% a Verona, 46,6% a Treviso): la media nazionale è del 30%. Tra 2001 e 2003 gli stranieri sono coinvolti nell’83% dei borseggi, nel 61% dei furti in abitazione, nel 34% dei furti d’auto, nel 14% degli scippi. In Veneto c’è un agente ogni 600 abitanti. Alla questura di Treviso la pianta organica è ferma al 1989: 228 uomini. Ma dal 2004 20 sono in pensione. L’ufficio immigrati ne occupa 21, contro i 5 del 1989. Il commissariato di Conegliano ne ha 50, l’organico è di 63. Cosa ha fatto di male Treviso?». D’accordo Ernesto Brunetta (Ds): «Chi ha chiamato tanti extracomunitari qui? Gente con motivi lucrosi, i rimedi vanno trovati con larga unità. Non bastano le forze dell’ordine, si investa nell’inserimento: appoggiate di più Fratelli d’Italia». Stefano Bastianetto (Fi) ha invocato quote temporanee per l’immigrazione. Giampaolo Sbarra (rnp) chiede più potere alle Regioni, Donata Dematté (Dl) più investimenti nelle scuole e la convocazione della commissione sul disagio scolastico.
Fonte espresso.repubblica.it

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