Immigrazione e integrazione : ne parla il Consiglio d’Europa

di Gabriella Mira Marq
Si discutera’ di immigrazione oggi e domani a Strasburgo nel comitato migrazione del Consiglio d’Europa, mentre il 9 e 10 novmbre si parlera’ di coesione sociale in una Europa multiculturale, argomenti comunque correlati fra loro e di eccezionale attualita’.

Il numero dei migranti irregolari nei Paesi del sud Europa ha raggiunto infatti livelli critici nel 2006, e i rapresentanti dei 46 Stati membri del Consiglio ne discuteranno oggi e domani con esponenti dei Paesi di provenienza, Filippine, Algeria, Egitto, Senegal ed altri. Ma saranno affrontati anche altri temi connessi alle migrazioni, come il diritto d’asilo, che viene limitato da leggi e burocrazia.

Un problema serio e’ che spesso i clandestini giungono senza documenti, dato che questi vengono confiscati dai trafficanti di uomini e talora distrutti. Quindi e’ difficile sia effettuare i ricongiungimenti familiari, sia verificare l’identita’ per valutare la sussistenza dei requisiti per ottenere l’asilo. Un altro problema sono le condizioni di detenzione di queste persone nei luoghi di ‘filtro’ all’accoglienza, situazioni in cui e’ ad esempio un’utopia trovare assistenza legale. I maggiori timori riguardano il rifiuto di interi blocchi di immigrati, fra i quali possono essere mescolati perseguitati che hanno effettivi timori di rimpatriare.

Il commissario per il diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg ha recentemente sottolineato che l’asilo non e’ un crimine, ma un diritto. Che, ha pero’ notato, non e’ garantito adeguatamente dalle leggi nei Paesi europei, dove le politiche restano restrittive e la burocrazia e’ molto pesante, con l’eccezione di Malta e della Grecia. Hammarberg ha rilevato che oggi le preoccupazioni circa le minacce terroristiche sembrano impedire una discussione costruttiva sulla protezione dei rifugiati, il che genera un deficit significativo dei diritti dell’uomo, dato che spesso chi chiede di essere accolto, nel suo Paese rischia il carcere, la tortura o la morte.

Tuttavia anche dopo l’immigrazione regolare o l’accoglimento della domanda di asilo si hanno problemi di accoglienza sociale ed integrazione. In alcuni casi l’intolleranza e il pregiudizio si trasformano in razzismo vero e proprio. Ecco che assume particolare importanza il Forum della coesione sociale nell’Europa multiculturale, in cui dibatteranno parlamentari nazionali ed europei, esperti, operatori sociali, rappresentanti di organizzazioni antidiscriminazione e di associazioni di migranti.
Fonte osservatoriosullalegalita.org

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