Immigrati schiavi nei campi: “Sono stati lesi i diritti umani”
La commissione Lavoro della Camera inizia la sua visita nel Foggiano
di Lorenza Pleuteri
Vogliamo affermare con le iniziative di concerto con le realtà locali la presenza delle istituzioni a fianco di chi lotta per i diritti
Dalla parte degli sfruttati, dei braccianti stranieri trattati come schiavi, degli immigrati clandestini costretti a non denunciare caporali e aguzzini per non correre il rischio di essere espulsi. Contro le aziende fantasma che rubano contributi, i fasulli contadini stagionali che incassano indennità non dovute, la lunga mano della criminalità organizzata. Cinque rappresentanti della commissione Lavoro della Camera - guidati dal presidente Gianni Pagliarini, esponente dei Comunisti italiani - ieri sono sbarcati in Puglia, per una due giorni di colloqui e di audizioni. Una missione esplorativa e conoscitiva, che è cominciata nel triangolo del pomodoro rosso, è proseguita nei palazzi delle istituzioni e oggi continuerà a Taranto e all´Ilva in particolare. «Il parlamento - è il senso della trasferta in Capitanata, nelle parole del presidente Pagliarini - si vuole calare dentro i problemi per affrontare la scandalosa piaga della tratta delle persone e della centinaia di lavoratori agricoli, perlopiù stranieri, tenuti in condizioni disumane. Da schiavi, come dice l´ultima inchiesta dell´Antimafia e come ci ha scritto il procuratore generale barese Riccardo Dibitonto, anche se qui nel Tavoliere in molti poi tendono a minimizzare e fare disquisizione e contestazioni lessicali».
«La direzione provinciale del Lavoro - racconta il commissario Augusto Rocchi, di Rifondazione - ci ha portato a visitare una azienda modello, dove i lavoratori dell´Est ci hanno detto di essere trattati dignitosamente. Nessuno nei campi intorno, lì tutto a posto. Ma è bastato scavare un poco per capire che le imprese che rispettano la legge sono una eccezione e non la regola. La regola sono aziende fantasma e braccianti fantasma che incassano contributi e, pensiamo, li spartiscono con la criminalità organizzata. Un meccanismo imperante da decenni, subito e accettato - accusa Rocchi - anche da pezzi di sindacato». E allora, da dove cominciare? Un elenco di massima delle iniziative possibili lo fa a sera il presidente Pagliarini, specularmente alle istanze raccolte in loco: «La riforma della Bossi - Fini. Una politica di programmazione industriale, per superare il rapporto malato tra economia agricola e disponibilità di manodopera in nero. L´istituzione di un soggetto pubblico che incroci domanda e offerta di lavoro. E una fiscalità di vantaggio, per premiare gli imprenditori corretti e rispettosi dei diritti».
Fonte espresso.repubblica.it