Naufragio di clandestini, annegano donna e bimbo
ROMA - Una imbarcazione di 6 metri, a bordo della quale 23 clandestini stavano tentando di raggiungere l’Italia, si è rovesciata per cause imprecisate, 40 miglia a sud di Lampedusa. Ventuno gli immigrati recuperati dal peschereccio mazarese Ofelia che si trovava nella zona, non c’è stato niente da fare invece per una donna e un bambino i cui cadaveri sono stati trovati in acqua dall’equipaggio della nave ‘Libra’ della Marina militare.
I superstiti salvati dagli uomini del peschereccio hanno raccontato di avere visto annegare i due prima dell’arrivo dei soccorritori. Non ci sarebbero altre vittime. I clandestini salvati sono spossati ma non in gravi condizioni.
In giornata, in due distinti sbarchi, sono giunti a Pozzallo (nel Ragusano) 47 immigrati. Una prima imbarcazione con 30 clandestini, tra cui 3 donne, è stata avvistata, incagliata tra gli scogli di Portopalo, in mattinata. Il natante in vetroresina, di circa 6 metri, è stato trasportato in porto e i clandestini scortati a terra.
Una seconda imbarcazione con 17 persone è stata intercettata nelle acque davanti Portopalo e segnalata alla Guardia Costiera. I clandestini - tutti tunisini e palestinesi - sono stati fatti salire a bordo della motovedetta cp 279 e portati a terra.
Due barconi con a bordo clandestini sono arrivati anche nel Siracusano. Tredici immigrati sono stati fermati da polizia e carabinieri subito dopo essere sbarcati sulle coste di Portopalo di Capo Passero. I clandestini sono riusciti a raggiungere la spiaggia e sono stati individuati dalle forze dell’ordine. Sul barcone su cui viaggiavano c’erano altre 11 persone che sarebbero però riuscite a far perdere le tracce. Un gommone con 18 extracomunitari è stato, invece, intercettato a 9 miglia da Portopalo dalla guardia di finanza. I clandestini, trasbordati su una motovedetta, sono stati portati a Pozzallo.
Fonte lasicilia.it