Non facciamo uccidere Amir!
Se poteste darci una mano a diffondere la notizia sarebbe bello
abbiamo poco tempo basta anche una firma o diffondere il link
grazie
Amir è un ragazzo onesto che da quando è in italia ha sempre lavorato e
si è occupato di volontariato
non facciamo che torni in un posto violento…lui non lo è
tutti gli approfondimenti li trovate sul sito indicato qua sotto
Comunicato stampa, 18 settembre 2006
Non facciamo uccidere Amir!
Nuovi documenti in arrivo dal Pakistan, conferenza stampa e presidio.
Giovedì prossimo 21 settembre si riunisce la Commissione Prefettizia di Milano per valutare il caso di Amir K. dopo il rinvio richiesto ed accolto per permettere l’arrivo dal Pakistan di documentazione importante.
Il nuovo materiale giunto dal Pakistan si aggiunge alla documentazione già in nostro possesso e costituisce una forte e chiara dimostrazione del grave pericolo di vita a cui Amir incorre se non gli verrà riconosciuto lo status di rifugiato.
Mercoledì 20 settembre alle ore 18.00 davanti alla prefettura di Arezzo si realizzerà un presidio a cui parteciperà il Centro delle culture, l’Arci di Arezzo, Rifondazione Comunista e il consigliere comunale Cristiano Rossi.
Giovedì 21 settembre alle ore 9.00 di fronte alla Prefettura di Milano ci sarà un presidio del Centro delle Culture e del Partito Umanista.
Moltissime sono le persone e le associazioni che hanno risposto fino ad oggi alla richiesta di aiuto per far riconoscere lo status di rifugiato ad Amir K. (che se rimpatriato rischia la morte perché perseguitato) riuscendo a raccogliere in pochissimi giorni oltre 4.000 firme. Si sono interessati al caso, anche il Consigliere regionale della regione Lombardia, Luciano Muhlbauer, il Sottosegretario del ministero dell’Interno con delega all’Immigrazione, Marcella Lucidi, l’assessore all’immigrazione del Comune di Arezzo Aurora Rossi con l’appoggio del Sindaco Fanfani e il consigliere comunale Cristiano Rossi.
Gli obiettivi di questa campagna sono:
nell’immediato, la liberazione di Amir ed il riconoscimento dello status di rifugiato.
Contemporaneamente la denuncia e la lotta per la chiusura di tutti i CPT (Centro di Permanenza Temporanea) e l’abrogazione della legge Bossi-Fini, senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l’ha ispirata, perché purtroppo Amir non è un caso isolato.
Non permettiamo alla burocrazia di vincere sulla vita.
Invitiamo tutti coloro che ancora non lo hanno fatto, a sottoscrivere e diffondere la petizione ad altre organizzazioni, a liste di amici, su blog, etc. andando sul sito
ed a partecipare attivamente ai Forum Umanisti d’Italia, al tavolo per i Diritti Umani e Non-Discriminazione (a Firenze sarà il 23 Settembre 2006 al Polo Universitario di Novoli).
PER CONTATTI:
Responsabile stampa
Carlo Giudicepietro
Cellulare: 334.7274379
carlo@c234.net
http://www.c234.net/petizioni/amir
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