Immigrazione, sottosegretario Linguiti a Foggia: ‘ho visto situazioni terrificanti’

di Daniela Zazzara
Estendere l’articolo 18 alla manodopera agricola e ripristinare l’ex art. 40 del testo unico sull’immigrazione. Sono alcuni dei provvedimenti che il Governo applicherà nell’immediato per far fronte all’emergenza “schiavitù” nelle campagne. Lo ha affermato questa mattina il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Donatella Linguiti, a Foggia per una serie di incontri istituzionali e politici. Ieri sera l’on. Linguiti ha visitato le campagne di Rignano Scalo e questa mattina il CPT di Borgo Mezzanone. “Le situazioni che ho visto sono da emergenza umanitaria. Non possiamo permettercelo. E’ indecoroso, indegno e assolutamente non ammissibile per noi italiani”, ha dichiarato il sottosegretario ad alcun giornalisti prima di incontrare il prefetto Sandro Calvosa. “La stampa - ha detto Linguiti, riferendosi all’inchiesta de “L’Espresso” - ha fatto un lavoro che una volta tanto è molto utile.

Il governo ha attenzione per il caso Foggia che rappresenta un dramma accentuato rispetto a una situazione che è diffusa nel Paese, ma che qui rasenta l’emergenza umanitaria. E’ una situazione molto complessa che richiede individuazione di soluzioni articolate”. “Stiamo lavorando – ha detto il sottosegretario - rispetto all’estensione dell’art.18 per quanto riguarda le situazioni di sfruttamento che rasentano la schiavitù, ma stiamo lavorando anche, ed è questa la proposta che porterò a Roma, per ripristinare l’art. ex 40 del testo unico sull’immigrazione per ridare ai sindaci in prima persona la possibilità di agire”. “Le cose che ho avuto modo di vedere – ha poi aggiunto Linguiti - sono veramente terrificanti. L’Italia è un paese che vuole essere considerato, e per tanti aspetti lo è, civile e democratico. Non possiamo permetterci situazioni degradanti per noi italiani, per il rispetto che noi italiani dobbiamo alla nostra idea di società e di civiltà, di Stato. Non è pensabile vedere persone oneste che lavorano e che non per loro volontà non possono regolarizzarsi”. “Tra le storie che ho ascoltato - ha raccontato il sottosegretario - quella di Maria che da 17 anni è con regolare contratto di lavoro e non può avere la cittadinanza italiana perchè non le riconoscono il reddito, perchè in base all’attuale legge è ritenuto troppo basso, insufficiente. Ma è un reddito che risponde a un contratto nazionale di lavoro, e questo non è ammissibile”. “Non possiamo permetterci queste cose. – ha concluso Linguiti - Se vogliamo essere all’avanguardia dobbiamo valorizzare gli elementi che caratterizzano il nostro popolo, che si è sempre dimostrato accogliente, solidale, e questa situazione è veramente stridente con i nostri valori e la nostra identità. Bisogna avere il pugno di ferro con chi sfrutta. Dobbiamo salvaguardare le vittime e colpire duramente i persecutori, anche chi copre”.
Fonte teleradioerre.it

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