Spagna: Fallisce la politica di Zapatero sull’immigrazione
Gli sbarchi di migliaia di immigrati sulle coste delle Canarie negli ultimi mesi hanno innescato sulla stampa spagnola un dibattito acceso sulla politica migratoria del governo di José Luis Rodríguez Zapatero. Considerato tra i più permissivi d’Europa, l’atteggiamento di Madrid verso gli stranieri sta cambiando: niente più regolarizzazioni, ma espulsioni per clandestini e irregolari. “Una strategia – scrive El País – che, con diverse sfumature, è condivisa anche dal Partito popolare (Pp), all’opposizione”.
Tuttavia non tutti sono d’accordo sulle responsabilità dell’ultima ondata di sbarchi: “I popolari sostengono che le sanatorie sono state una calamita per un gran numero di immigrati: una critica condivisa dal ministro francese Nicolas Sarkozy e dalla Commissione europea. Il Partito socialista nega invece che ci sia stato un “effetto chiamata” e cita i casi degli sbarchi in Italia e a Malta”. Del resto, sottolinea El País, “la politica migratoria spagnola non è mai stata ben definita e ha cambiato spesso volto, anche nel corso di una stessa legislatura. Oggi, però, sono due le prove che la nuova politica del governo deve superare: mostrarsi efficace nel prevenire altri arrivi e sollecitare la solidarietà attiva dell’Unione europea”.
Assai più critico sull’operato dell’esecutivo è il commento del quotidiano conservatore Abc, tutto focalizzato sul discorso del leader popolare Mariano Rajoy. Tra le proposte avanzate, una legge che vieti altre sanatorie e l’affidamento al ministero degli interni di tutte le competenze in materia di immigrazione. “Si tratta – scrive Abc – di un cambio radicale di rotta, lontano dalla retorica di un governo che pensava di risolvere il problema dell’immigrazione con la demagogia e i luoghi comuni”.
Il Pp, conclude il quotidiano, “è stato capace di rispondere alle reali necessità del paese e offrire un’alternativa alla politica fallimentare dei socialisti”. Sulle proposte di Rajoy si sofferma anche El Mundo: “La politica del Pp merita di essere tenuta in considerazione dal governo, che dovrebbe pensare a promuovere un patto condiviso in materia d’immigrazione”.
Fonte canisciolti.info