Immigrazione: diritti umani violati dal governo Berlusconi
Human Rights Watch, una delle più autorevoli organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani, in un rapporto sugli abusi contro migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Libia punta il dito contro le «violazioni al diritto internazionale» compiute tra il 2004 e il 2005 dall’Italia.
L’accusa è rivolta al governo Berlusconi, in carica allora, per aver «espulso verso la Libia più di 2.800 migranti», rimpatriati poi da Tripoli verso i loro paesi d’origine. Il «j’accuse» è contenuto in un rapporto di 135 pagine che sarà pubblicato domani e che documenta gli «abusi» compiuti dal governo libico ai danni di migranti e rifugiati. Secondo Hrw, i paesi membri dell’Unione Europea, tra cui figura in prima linea l’Italia in quanto maggiormente interessata dalle migrazioni dal paese nordafricano, non hanno spinto la Libia a rispettare i diritti delle centinaia di migliaia di stranieri che ospita. Inoltre, secondo il rapporto, le autorità libiche «hanno proceduto all’arresto arbitrario di stranieri privi di documenti, maltrattandoli durante la detenzione, e li hanno rimpatriati con la forza in paesi in cui avrebbero potuto essere esposti al rischio di persecuzione o tortura, come Eritrea e Somalia».
Secondo i dati ufficiali forniti dalla Libia, dal 2003 al 2005 Tripoli ha rimpatriato all’incirca 145.000 stranieri. E l’Ue, secondo Hrw, «sta lavorando con la Libia per impedire a queste persone di raggiungere l’Europa piuttosto che assisterle fornendo loro la protezione di cui hanno bisogno». Tre testimoni hanno riferito a Human Rights Watch che gli abusi fisici da parte delle forze di sicurezza hanno determinato la morte di un detenuto straniero. In tre testimonianze risulta anche che i funzionari della sicurezza minacciavano di violenza sessuale le donne detenute. Un problema sovrastante, secondo Hrw, è costituito dal rifiuto da parte della Libia di introdurre leggi o procedure specifiche sul diritto di asilo; Tripoli non ha firmato la Convenzione sui rifugiati del 1951, e il governo non sta compiendo alcun tentativo per identificare i rifugiati o altre persone che necessitano di protezione internazionale. Allo stesso modo, denuncia l’organizzazione, in alcuni casi «le autorità italiane hanno effettuato espulsioni collettive di grandi gruppi di persone senza un adeguato esame del loro potenziale status di rifugiati». Il governo Berlusconi, denuncia Hrw, ha negato l’accesso al principale Cpt per le persone provenienti dalla Libia, quello di Lampedusa, ma testimoni oculari hanno riferito condizioni insalubri, sovraffollamento e abusi fisici da parte delle guardie. L’organizzazione giudica come uno «sviluppo positivo» i passi intrapresi dall’attuale governo di Romano Prodi. Ora, però, «deve assicurare che per chiunque giunga in Italia o sia intercettato in mare vi sia la concreta opportunità di presentare domanda di asilo».
Task force italo-libica per fronteggiare i «clandestini»
Una task force Italia-Libia per bloccare i clandestini in partenza dai porti libici. È l’iniziativa presa dal Viminale dopo un incontro tecnico con alti funzionari del governo di Tripoli per contrastare l’immigrazione clandestina. Agenti italiani andranno in Libia ad affiancare i poliziotti locali nel lavoro di prevenzione delle partenze di clandestini verso l’Italia. Amato incontrerà inoltre il ministro libico Salah El Musmari per fare il punto sulla cooperazione.
Fonte terrelibere.it