Cuffaro da Frattini per piano Marshall
Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, ha incontrato, a Bruxelles, Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea alla Sicurezza.
PALERMO – Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, ha incontrato, a Bruxelles, Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea alla Giustizia e alla Sicurezza. Tema dell’incontro: un piano di investimenti guidato dalla Sicilia, ma cofinanziato dall’Europa, dai Governi degli Stati membri e dalle Regioni maggiormente esposte al problema immigrazione, diventato ormai irrefrenabile, per portare lavoro e sviluppo nei paesi della sponda sud del Mediterraneo.
Come ha sottolineato Cuffaro “il dramma dell’immigrazione non può più essere trascurato. Il canale di Sicilia è diventato teatro di continue tragedie e per frenare gli sbarchi bisogna creare sviluppo sull’altra sponda del Mediterraneo. Il fenomeno dei clandestini che partono o transitano dal nord dell’Africa, dopo le restrizioni attuate dalla Spagna nei due avamposti di Ceuta e Melilla, ormai interessa solo la Sicilia. Il mese di agosto ha fatto registrare un record di sbarchi e di vittime a Lampedusa. Bisognerà partire dall’attuazione del cosiddetto piano Marshall, messo a punto dalla Regione siciliana per i paesi africani. Gli Stati del sud Europa possono essere lo strumento di una “mediazione culturale” in quanto interessati direttamente allo sviluppo delle aree dell’altra sponda. Ma ci vuole un’idea unica, coordinata da uno stratega”.
Il governatore siciliano ha dunque chiesto a Frattini la regia degli interventi individuati e da realizzare da parte di tutte le regioni coinvolte, a vario titolo, nella questione migratoria. Il vicepresidente della commissione dell’Ue si è mostrato favorevole affermando che “la Sicilia occupa una posizione euromediterranea centrale e che, pertanto, anche il suo ruolo nella programmazione di sviluppo sarà strategico”.
Le direttrici del cosiddetto nuovo piano Marshall si muoveranno in due direzioni: sostenere il decentramento amministrativo dei paesi in via di sviluppo; esportare modelli di crescita territoriali, utilizzando esperienze europee vincenti.
I finanziamenti già individuati per avviare questo progetto sono: 23 milioni di euro cogestiti in Italia dal MAE e dalle Regioni, 28,2 milioni di euro messi a disposizione dall’Unione, nell’ambito del progetto Meda, una serie di investimenti attesi da parte di altri Stati membri, contributi dalle diverse regioni coinvolte (la Sicilia ha già destinato 10 milioni di euro), oltre ai cofinanziamenti dei paesi beneficiari delle attività di sviluppo. A questa cifra dovrebbe essere aggiunto un intervento, almeno di pari entità, della Commissione.
Per il presidente Cuffaro “il Piano ridarà centralità all’Isola nel bacino del Mediterraneo. Una task force, esperienza pilota tutta siciliana, ha già tracciato le linee di indirizzo degli interventi necessari, che abbiamo già sottoposto a Marsiglia, Barcellona, Patrasso, Creta, Rabat, Tangeri, Scusse, Smirne e Alessandria d’Egitto. L’obiettivo comune è ridurre il differenziale di sviluppo tra le due sponde del Mediterraneo, che oggi risulta per alcune zone da uno a venti, attraverso scambi economici e politici. Si tratta ora di tradurre il progetto in realtà e di stabilire i criteri di assegnazione agli Stati membri delle somme in bilancio, le modalità di utilizzo e gli strumenti necessari a muovere i primi passi a sostegno del Nord Africa e delle zone sub sahariane”.
Questo progetto sarà presentato al Comitato delle Regioni che si riunirà a Madrid il 27 ottobre di quest’anno.
Fonte assud.it