Task force Italia-Libia nei porti libici
ROMA - Una task force Italia-Libia per bloccare i clandestini in partenza dai porti libici. E’ l’iniziativa presa dal Viminale per contrastare l’immigrazione clandestina.
Funzionari italiani, secondo quanto si apprende, affiancheranno i poliziotti libici nel lavoro di prevenzione delle partenze di clandestini verso l’Italia.
PESCHERECCIO SEQUESTRATO: ARMATORE, LIBICI CON ARMI IN PUGNO “Seguiteci o apriamo il fuoco”. E’ l’avvertimento che i militari libici avrebbero intimato all’equipaggio del peschereccio di Mazara del Vallo, sequestrato perché avrebbe invaso le acque territoriali del paese di Gheddafi. Le poche notizie che si hanno sulle fasi dell’abbordaggio, avvenuto nella tarda mattinata di ieri, sono state fornite dal capitano della ‘Mediterraneo I’, Salvatore Palermo all’armatore Alessandro Misuraca, prima che i libici tagliassero qualsiasi tipo di comunicazione.
“L’ultima volta che ho parlato col capitano - racconta Misuraca - è stato ieri pomeriggio quando il peschereccio, scortato dalle motovedette militari, era a circa 2 miglia dal porto di Darnah. Mi ha riferito che i libici si sono avvicinati al motopesca e impugnando le armi hanno intimato all’equipaggio di accendere i motori e di seguirli, altrimenti avrebbero fatto fuoco”. Da allora l’armatore, socio della Vallomar srl proprietaria del peschereccio, non ha più avuto contatti col suo equipaggio. “I libici hanno staccato la radio di bordo rendendo vani anche contatti telefonici o satellitari, una procedura anomala”, dice.
L’armatore ora è in stretto contatto con la Farnesina e con l’ambasciata italiana a Tripoli. “Dall’ambasciata - aggiunge - ho appreso che gli otto membri dell’equipaggio sono stati sottoposti a fermo ma che sarebbero liberi di muoversi nell’area portuale”. Il peschereccio era in mare da circa 25 giorni quando ieri aveva raggiunto la zona di mare dove, durante la pesca del gambero rosso, è stato bloccato dai libici. “Le trattative diplomatiche per il rilascio dell’equipaggio e il dissequestro del peschereccio vanno avanti - afferma l’armatore - ma mi è stato detto di avere pazienza perché i tempi potrebbero essere lunghi. L’unico contatto che ho in Libia è con l’ambasciata a Tripoli che dista parecchi chilometri dal porto di Darnah”.
Fonte ansa.it