Pomodoro:tra alti costi produttivi e dramma degli immigrati
Foggia, 7 set. -La presenza di braccianti agricoli stranieri,spesso irregolari, in provincia di Foggia, come quelli individuati la scorsa notte dai carabinieri nelle campagne di Orta Nova, non e’ una novita’ per la Capitanata.
Terra di frontiera e a fortissima vocazione agricola il Tavoliere delle Puglia da oltre un decennio e’ tappa quasi obbligata per lavoratori stranieri che, fuggiti dai loro paesi per le condizioni di vita, vengono nel foggiano alla ricerca di un lavoro che consenta loro di sbarcare il lunario. Prima erano gli africani che popolavano le campagne del foggiano per la raccolta del pomodoro: da qualche anno, causa anche il crollo del muro di Berlino e i nuovi scenari internazionali, sono i cittadini dell’Est europeo le nuove braccia dell’agricoltura foggiana. I costi di produzione elevati, i terreni agricoli coltivati sempre meno redditizi e con rischi delle avversita’ atmosferiche e dell’andamento dei marcati, sono alcune delle cause che, secondo gli imprenditori agricoli, inducono ad assumere irregolarmente gli stranieri piuttosto che i braccianti indigeni.
Sarebbero queste alcune delle cause che inducono gli imprenditori a cercare i braccianti agricoli sottopagati, anche se, non tutti sono dei veri e propri “negrieri” come alcuni di quelli descritti nel corso delle varie operazioni di polizia e carabinieri. Molti imprenditori sono costretti ad assumere, braccianti stranieri, un po’ per la carenza di operai agricoli locali e un po’ anche per risparmiare sui costi. Secondo alcuni dati un bracciante agricolo, assunto regolarmente, dovrebbe percepire 38-40 euro per una giornata di lavoro, pari a 6 ore e 40 minuti. Un bracciante assunto irregolarmente percepisce 18-20 euro per una giornata di lavoro che puo’ durare anche 10-11 ore. Se poi il bracciante agricolo e’ uno straniero irregolare, un vantaggio in piu’ per l’imprenditore poiche’ il lavoratore non puo’ far valere i suoi diritti pena la sua espulsione dal territorio nazionale. Gli operai agricoli italiani sono sempre piu’ impiegati in lavori di specializzazione come la raccolta dell’uva e non vogliono lavorare, per esempio, nei campi di pomodoro, lasciati agli extracomunitari. Ma l’abbondante presenza di braccianti agricoli stranieri, irregolari e non, in provincia di Foggia potrebbe anche provocare, in un futuro non troppo lontano, un altro problema. Quando i tanti disoccupati della provincia di Foggia si saranno stancati di restare per strada e si convinceranno che e’ meglio guadagnare la giornata nella raccolta del pomodoro potrebbe innescarsi una sorta di guerra tra poveri, una prospettiva che francamente non e’ degna di uno dei Paesi piu’ sviluppati del pianeta.
Fonte agi.it