Clandestini superstiti: “Ma ci sono 17 morti”
PALERMO - Sono diciassette, tra cui cinque donne e tre bambini gli extracomunitari che sarebbero morti durante una traversata durata quindici giorni nel Canale di Sicilia. In balia delle onde senza soccorsi. Il racconto è stato fatto da uno degli undici sopravvissuti ad un giornalista somalo della Bbc. Il barcone con gli immigrati era partito dalla Libia il 25 agosto scorso.
Poi nei pressi di Malta finiti i viveri e scarseggiando il carburante i migranti avevano deciso di invertire la rotta e di tornare verso il Nord Africa, ma erano stati sorpresi dal maltempo. In tutto erano 28, tra cui sette donne e tre bambini, 26 somali e due etiopi. L’allarme era lanciato nei giorni scorsi dalla comunità somala italiana che attendeva l’arrivo di questi connazionali.
Ieri il barcone è stato soccorso da una motovedetta di Tripoli in acque territoriali libiche. Degli undici superstiti nove sono stati ricoverati in ospedale e due accompagnati in un centro di detenzione. A raccontare l’odissea vissuta è stato Alì Ismail in un’intervista televisiva a un cronista somalo della Bbc. “Abbiamo vissuto giorni di stenti e di privazioni.
Cercavamo aiuto ma siamo stati abbandonati al nostro destino - ha detto Ismail con le lacrime agli occhi - Oltre venti tra navi e imbarcazioni ci sono passati accanto senza fermarsi per soccorrerci”.
Fonte lasicilia.it