Umanesimo senza immigrati, Sarko spacca la Francia
Sugli spalti di Francia-Italia, mercoledì 6 settembre, a Parigi, ci saranno 80 spettatori che mai si sarebbero potuti permettere il biglietto di ingresso alla partita: sono immigrati senza fissa dimora invitati da Lilian Thuram, difensore dei blues. Il fuoriclasse francese, originario della Guadalupa, si è distinto già in diverse occasioni per le sue battaglie contro la povertà e in favore dell’integrazione.
L’anno scorso attaccò il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, che aveva definito «feccia» i giovani immigrati autori di una rivolta nelle banlieu, e lo accusò di avere adottato le posizioni xenofobe di Jean-Marie Le Pen.
L´attacco di Thuram alle politiche contro l´immigrazione di Sarko (così viene chiamato in Francia) è solo una delle tante voci che si levano contro il modello francese proposto dal ministro. Autore di un progetto di legge approvato il 30 giugno scorso dal Parlamento, Sarkozy, continua a portare avanti, con l´appoggio del suo partito l´Upm - i centristi che furono di De Gualle e ora di Chirac- un provvedimento (che porta il suo nome) che indurisce le condizioni di ingresso e di soggiorno per gli stranieri, privilegiando l’arrivo di migranti «qualificati».
Ma Sarkozy sembra non interessarsi troppo delle polemiche e continua la sua politica che strizza l´occhio un po´a tutte le classi sociali e a tutti i credo politici. Se da una parte dice no ai matrimoni gay e alle adozioni dall´altra lascia qualche apertura ai Pacs. Non manca la denuncia sulla dittatura delle minoranze, ma il ministro si gioca anche la carta dell´appello ai giovani e sopratutto parla agli studenti.
Ora il ministro ha colto l´occasione della riapertura delle scuole in Francia (iniziate il 4 settembre) ha lanciato il suo messaggio incitando i giovani a «reinventare la repubblica», a «realizzare nuove rivoluzioni» proponendo un «nuovo umanesimo». Il primo attacco all´emblema generazionale del 68´ «portatore di un pensiero unico di cui i giovani d´oggi, secondo Sarkozy, sono le vittime principali».
«Rottura da un modello di sviluppo vecchio», ripete il ministro che propone di realizzare un «nuovo modello francese» che prevede, tra l´altro, «una scuola fatta per trasmettere il sapere», ma che di sicuro boccia i nuovi arrivi visto che il governo francese si prepara ad espellere circa 50.000 figli di immigrati “sans papiers”.
La denuncia arriva dall’associazione Rete istruzione senza frontiere, mentre diverse organizzazioni sindacali hanno lanciato un appello alla mobilitazione in concomitanza con la riapertura delle scuole elementari.
«Migliaia di bambini e ragazzi faranno rientro a scuola con la paura e in uno stato di precarietà perché loro o le loro famiglie sono sotto minaccia di espulsione». Queste le accuse rivolte a Sarkozy.
Inoltre, il ministro dell’Interno e il governo «sembrano aver deciso di avviare espulsioni massicce», ha dichiarato un portavoce di Resf - la Rete istruzione senza frontiere, associazione antirazzista che si occupa di scuola e formazione - Richard Moyon.
Sarkozy ha riferito lo scorso 15 agosto che sono state 30.000 le domande di regolarizzazione presentate dalle famiglie dei bambini ’sans papiers’, di cui ne saranno accettate «circa 6.000». «I conti sono semplici, ha dichiarato Moyon, con due figli per famiglia e 24.000 espulsioni programmate sono almeno 50.000 i bambini che il signor Sarkozy intende mettere nel suo carniere».
Il ministro si è posto come obiettivo 25.000 espulsioni nel 2006 dopo le 20.000 del 2005 e le 15.000 del 2004, ma di fronte alla vasta mobilitazione dell’opinione pubblica francese a favore dei bambini in età scolare lo scorso giugno il ministro aveva concesso alle famiglie passibili di espulsione una proroga per depositare la domanda di regolarizzazione.
Fortunatamente anche in Francia la legge non viene prima della solidarietà. Così, per protesta contro il nuovo modello francese di Sarkozy che vuole “tutti dentro” tranne gli immigrati, numerose nei mesi scorsi sono state le richieste di adozione di famiglie francesi a favore dei figli degli immigrati cacciati dal ministro neogollista. Con qualcosa del genere iniziò la fine della presa ideologica sui francesi del colonialismo di De Guallle in Algeria.
Fonte unita.it