Agosto segna un record di sbarchi e di vittime: 269 a largo delle coste della Mauritania e di Lampedusa

Aveva solo diciotto mesi la bimba morta con altri due bambini intorno al 15 agosto sotto il sole, senza acqua né cibo, sopra la nave su cui viaggiavano con i genitori e un gruppo di migranti da Zuwarah, in Libia, verso Lampedusa. Dopo aver perso la rotta avevano navigato a vuoto, in mare aperto per 5 giorni, senza scorte. Quando hanno deciso di ritornare a sud per rientrare a Zuwarah, per i tre bambini era già troppo tardi. I loro corpi sono stati lasciati in mare, così hanno deciso i genitori e gli altri passeggeri.

Si continua a morire lungo le frontiere europee e il mese di Agosto segna un record di sbarchi e di vittime. La situazione resta drammatica al largo della costa Mauritania e a Lampedusa: 269 morti in un mese, di cui 77 dispersi e 13 bambini. Tentando di raggiungere le Canarie sono morte almeno 185 persone compresi 14 dispersi. Le vittime del Canale di Sicilia lo scorso mese sono state invece 84, tra cui 63 dispersi. Inoltre in Germania e Gran Bretagna sono morti 8 migranti che viaggiavano nascosti in due camion perché senza visto d´ingresso, mentre in Marocco un uomo ha perso la vita dopo essere stato espulso nel deserto.

Dal 1988 sono morte lungo le frontiere europee almeno 5.236 persone, di cui 1.697 dispersi. I dati sono tratti dalla rassegna stampa on-line di Fortress europe (http://fortresseurope.blogspot.com). Si tratta, appunto, di dati pubblici, estrapolati dagli organi di stampa internazionali.

Nel Mar Mediterraneo sono annegate 4.057 persone. Quasi la metà delle salme (1.697) non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia le vittime sono 1.815, tra cui 1.088 dispersi. Lungo le rotte che vanno dal Marocco e dalla Mauritania alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte 1.237 persone e 231 risultano disperse.

Nello stesso tratto di mare, dati della Guardia Civil spagnola parlano addirittura di 1.200 dispersi nel dicembre 2005, mentre il quotidiano spagnolo El Pais cita una stima di Croce rossa e Mezzaluna rossa che stima tra 2 e 3mila le vittime al largo dell´arcipelago spagnolo nel 2006. Nell’Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, hanno perso la vita 392 migranti, tra i quali si contano 159 dispersi. Il mare non si attraversa soltanto su imbarcazioni di fortuna, ma anche sui mercantili, dove spesso viaggiano molti migranti, nascosti nella stiva o in qualche container. Ma le condizioni di sicurezza restano bassissime: 139 le morti accertate per soffocamento o annegamento, dei quali 83 risultano dispersi in due soli naufragi.

Viaggiando nascosti nei tir hanno perso la vita in seguito ad incidenti stradali, per soffocamento o schiacchiati dal peso delle merci 230 persone. Per chi parte dalla Libia, il primo ostacolo da attraversare non è il mare, ma il deserto del Sahara. Lo si fa viaggiando in gruppi di trenta su dei pick-up che battono le piste tra Sudan e Libia o tra Niger e Libia. Stando alle testimonianze dei sopravvissuti, quasi ogni viaggio conta i suoi morti. Le 146 vittime censite dalla stampa potrebbero quindi essere solo una sottostima. In Libia inoltre si registrano gravi episodi di violenze contro i migranti. Non esistono dati sulla cronaca nera, ma è noto che nelle sommosse anti stranieri esplose nel settembre 2000 a Zawiyah, nel nord-ovest del Paese, vennero uccisi almeno 560 migranti.

In Grecia, al confine nord-orientale con la Turchia, nella provincia di Evros, esistono ancora i campi minati. Qui, tentando di attraversare a piedi il confine, sono rimaste uccise 86 persone. Infine almeno 51 migranti sono annegati attraversando fiumi di frontiera e 34 persone sono morte di freddo percorrendo a piedi valichi montuosi. Nascoste sotto i treni che attraversano il tunnel della Manica per raggiungere l’Inghilterra hanno perso la vita 20 persone, cadendo lungo i binari o rimanendo fulminati scavalcando la recinzione del terminal francese. A Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole in Marocco, sono morte 20 persone, uccise dal fuoco della Guardia civil e della polizia marocchina, o cadute scavalcando le recinzioni che delimitano il confine. Le forze dell’ordine hanno ammazzato almeno 9 persone, la maggior parte in Turchia.
Fonte libero.it

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