Si cerca un barcone segnalato al largo di Lampedusa. Amato e Mastella istituiranno un tavolo comune
Non è ancora stato intercettato dalla Guardia costiera il gommone segnalato nella tarda serata di ieri dalle autorita’ tunisine. L’imbarcazione, sulla quale sarebbero imbarcate circa 20 persone, al momento dell’ avvistamento navigava a oltre 50 miglia da Lampedusa, in acque maltesi. Sul posto si sono recate alcune motovedette della Capitaneria di porto. La segnalazione è stata estesa anche alle autorità maltesi. I soccorritori si erano detti preoccupati per la sorte del gommone, in quanto c’era mare forza 5.
I ministri dell’Interno Giuliano Amato e della Giustizia Clemente Mastella hanno annunciato che stabiliranno un tavolo di lavoro congiunto, presso il ministero della Giustizia, tra gli esperti degli uffici legislativi del ministero di via Arenula e del Viminale, per dar seguito ai provvedimenti annunciati ieri per la lotta all’immigrazione clandestina. L’obiettivo del tavolo, afferma una nota del Viminale, e’ “la stesura di una bozza di provvedimento da sottoporre in tempi rapidi all’attenzione del Consiglio dei ministri”.
Amato: due pool contro gli sbarchi
Ieri, al Viminale si è svolto un vertice tecnico “lungo e fruttuoso” come l’ha definito il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, a cui ha partecipato anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, in cui si è deciso di istituire due pool investigativi specializzati sulla scia di quelli antimafia e antiterrorismo, e di affidare alle Dda tutte le indagini sull’ immigrazione clandestina. Si è stabilito anche il carcere obbligatorio per gli scafisti e di richiedere alla Libia una collaborazione non solo di polizia ma anche giudiziaria.
Mastella: carcere a vita per gli scafisti
In serata il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha annunciato che al prossimo consiglio dei ministri presentera’ le modifiche normative su due fronti, agendo “in sintonia” con il collega Amato. Le indagini sull’immigrazione clandestina saranno interamente affidate alle 26 Dda che attualmente hanno voce in capitolo solo quando si ipotizzano reati associativi gravi come, ad esempio, la tratta di esseri umani e la riduzione in schiavitu’. Tutto avverrà sotto il coordinamento della Dna di Piero Grasso. E Mastella ha accolto anche un’altra richiesta del procuratore nazionale antimafia: rendere obbligatoria la misura cautelare in carcere per gli scafisti, analogamente a quanto già avviene per i delitti di mafia.
Fonte rainews24.it