Tre sbarchi in Sicilia. Un barcone alla deriva con 200 persone a bordo. A Lampedusa vertice con Bianchi

Non si fermano gli sbarchi in Sicilia. Tra questa notte e questa mattina sono 47 gli immigrati arrivati, in tre diverse ondate, a Lampedusa e Pantelleria.
Ventotto extracomunitari, a bordo di un’imbarcazione, sono riusciti ad arrivare nel porto di Lampedusa e sono stati fermati a terra da Carabinieri e Finanza. Poco dopo in dieci sono stati intercettati dai Carabinieri sull’Isola dei Conigli di Lampedusa.
Sempre i Carabinieri hanno fermato, quando avevano già raggiunto la spiaggia, nove clandestini sbarcati sull’isola di Pantelleria.

Stato di allerta anche per un barcone carico di immigrati avvistato alla deriva a 42 miglia a est di Lampedusa. A bordo, secondo stime del comando della capitaneria di porto di Palermo, dovrebbero esserci circa 200 persone. L’imbarcazione è stata segnalata da un peschereccio di San Benedetto del Tronto che ha fatto scattare l’allarme. Sul posto sono arrivate due motovedette della Guardia costiera. Le operazioni di soccorso sono rese difficoltose dalle condizioni meteo in peggioramento con venti forza 4.

Riprese le ricerche dei dispersi a largo di Lampedusa
Sono riprese questa mattina le ricerche dei 40 dispersi del naufragio avvenuto a circa 10 miglia a sud di Lampedusa nella notte tra venerdi’ e sabato . Sono di competenza invece di Malta le operazioni relative al secondo naufragio avvenuto ieri pomeriggio a 70 miglia a sud di Lampedusa il cui bilancio al momento è di 10 persone salvate e di almeno 7 morti, uno dei quali recuperato da un mezzo della Guardia di Finanza e in nottata trasportato a Porto Empedocle. Ma la situazione potrebbe aggravarsi considerato che alcuni testimoni hanno dichiarato che sull’imbarcazione erano a bordo 39 persone.

Sul luogo della prima tragedia del mare sono impegnate 5 motovedette della Guardia Costiera, una della Guardia di Finanza e una dei Carabinieri. In azione anche mezzi aerei della finanza dei carabinieri e della marina militare e un elicottero della protezione civile.

Sul fronte delle indagini sembra via via confermarsi l’ipotesi di un urto tra la corvetta della marina “Minerva” e il barcone di immigrati affondato a 10 miglia da Lampedusa. Già ieri il procuratore di Agrigento Ignazio De Francisci aveva comunque smentito il possibile sequestro della nave.

Bianchi a Lampedusa
Dopo i naufragi degli ultimi giorni, oggi a Lampedusa è stato indetto un vertice sull’emergenza sbarchi, per fare il punto sul sistema dell’accoglienza degli extracomunitari e sui controlli in mare. Sull’isola è arrivato anche il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi.

Bianchi ha affermato che, per fronteggiare l’emergenza, saranno necessari investimenti per dieci milioni di euro. Il ministro ha sottolineato poi l’esigenza di “impostare una politica comunitaria europea per fronteggiare la pressione delle milioni di persone che vogliono arrivare nel nostro continente” ed ha aggiunto che sarà necessario un vero e proprio giro di vite e un inasprimento delle sanzioni nei confronti degli scafisti.

In merito all’atteggiamento che il governo italiano dovrebbe tenere nei confronti della Libia, paese da cui partono gran parte delle ‘carrette del mare’ dirette in Italia, Bianchi ha affermato che “su un terreno che vede folle di disperati buttati in mare su vere e proprie carrette, non c’e’ alcuna trattativa possibile”.

“Cercheremo di fare in modo di convincere il governo libico che quello dei migranti e soprattutto i suoi aspetti drammatici - ha aggiunto il ministro - sono problemi che non possono essere oggetto di discussione sul dare e avere”, dato che questo è un terreno su cui “non c’e’ molto da discutere, ma solo da affrontare l’emergenza umanitaria nella maniera più rapida e utile possibile”. Alla Libia Bianchi chiede quindi una “più opportuna vigilanza” sulle partenze.
Fonte rainews24.it

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