Appello della Rete antirazzista catanese - Mai più naufragi, mai più galere etniche

Un altro naufragio al largo di Lampedusa, 20 dispersi che si aggiungono ai 40 dell’ennesima tragedia del mare che si è consumata il 19 agosto: 10 vittime accertate, le ultime della lista ormai lunghissima di tutte le vite che negli ultimi anni si sono perdute nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Constatiamo con amarezza che i primi commenti che giungono dalla comunità lampedusana continuano ad invocare misure repressive; si chiede con forza di bloccare con ogni mezzo l’immigrazione clandestina per il bene di tutti coloro che attraversano il nostro mare a rischio della loro vita. Ma dietro questa preoccupazione se ne celano altre, come si evince dalle dichiarazioni del sindaco di Lampedusa, Bruno Siragusa: “Spero che dopo questa ennesima strage vengano prese dall’Unione Europea decisioni importanti, affinché si creino le condizioni per non fare più partire altri barconi in condizioni di pericolo verso le nostre coste”.

E ancora: “costernato e affranto per questa nuova tragedia in mare” chiede di fermare gli sbarchi che stanno causando numerosi problemi alla comunità dell’isola, incapace persino di accogliere 10 cadaveri, trasferiti a Porto Empedocle.

E così, secondo una fonte dell’Ansa, “l’ennesima tragedia del mare avvenuta nel Canale di Sicilia ha nuovamente innescato un clima di tensione tra gli abitanti dell’isola, che più volte hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche sui problemi causati dai continui sbarchi”.

Ma l’immigrazione è un fenomeno epocale, inarrestabile, le misure repressive servono solamente ad accrescere il potere delle organizzazioni criminali e a moltiplicare il numero dei morti. La sola soluzione possibile è per noi consentire gli ingressi legali nel nostro paese.

Proponiamo di investire in politiche di accoglienza e di libera circolazione dei migranti, in alternativa a quelle securitarie, a partire da Lampedusa, dove non sarà la presenza di qualche migliaio di migranti ( la cui detenzione quotidiana costa ai contribuenti più di quanto consuma un turista medio) a sconvolgere l’economia; sarebbe anzi una nuova risorsa di civiltà in un luogo che rimuove quotidianamente quello che avviene nel Cpt contiguo all’aeroporto e tollera la presenza nauseante della Lega.

Proponiamo a tutti i democratici lampedusani di costruire un’Altra Lampedusa, ponte di culture mediterranee, presidio di turismo responsabile e solidale, laboratorio di nuovi diritti di cittadinanza, come già positivamente sperimentato in alcuni paesi in Calabria dietro lo slogan.”Valorizzare la Solidarietà come risorsa per lo sviluppo locale”;la manifestazione nazionale antirazzista, indetta da numerose realtà, domenica 10 settembre sarà un primo passo in questa direzione

Rete antirazzista catanese

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