Lampedusa, ancora un naufragio Barcone a picco, immigrati tutti salvi

Il barcone si è rovesciato a 60 miglia dall’isola con dieci persone a bordo
Proseguono le ricerche degli scomparsi nella tragedia dell’altra notte
Oggi altri 3 sbarchi. Tra i nuovi arrivati anche una donna incinta di 8 mesi e due neonati
Tragica la traversata: uno di loro sarebbe stato divorato da uno squalo

LAMPEDUSA - Un altro naufragio di immigrati a 60 miglia da Lampedusa. Un barcone si è rovesciato e, fortunatamente, le 10 persone che si trovavano a bordo salve. Tutti sono stati portati a bordo del peschereccio ‘Cleos’ di Mazara del Vallo che si sta dirigendo verso Lampedusa. Incontro al peschereccio si sta dirigendo una motovedetta della Guardia costiera.

E mentre proseguono le ricerche dei 40 dispersi del naufragio dell’altro giorno, in cui hanno sicuramente perso la vita 10 persone, nuovi immigrati si affacciano, con altri barconi, al largo delle coste di Lampedusa. In particolare, questa mattina, sono 93 - tra cui una donna incinta di 8 mesi e due neonati - i migranti approdati sull’isola. In particolare 54 dopo essere stati soccorsi ieri sera dalla capitaneria di porto nelle acque del Canale di Sicilia in due distinte operazioni di salvataggio, altri 37 approdati, da soli, sulla terra ferma. L’unica cosa che portano con sè sono racconti di morte e disperazione della traversata, come la storia di un loro compagno caduto dalla barca e divorato da uno squalo.

Intanto proseguono le ricerche dei 40 dispersi del barcone che è affondato nella notte tra venerdì e sabato. Sul barcone viaggiavano circa 120 persone: sono dieci le vittime i cui corpi sono stati già recuperati, e 70 i superstiti tratti in salvo. Tre unità navali della Guardia costiera e una della Guardia di Finanza stanno setacciando il tratto di mare nei pressi dell’isola. Tra qualche ora si alzeranno in volo un elicottero e un aereo della Guardia costiera.

Sulla vicenda, la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. Gli immigrati sopravvissuti, interrogati dalla polizia nel Cpt, hanno raccontato che tra il barcone e la nave della Marina militare intervenuta a soccorrerli, dopo la segnalazione della loro presenza venuta da un peschereccio, ci sarebbe stato un urto e che i clandestini, presi dal panico, si sarebbero spostati tutti su un lato della “carretta del mare” che si sarebbe rovesciata. Alcuni sarebbero rimasti schiacciati, altri sarebbero annegati. Tra i dispersi ci sarebbero anche una decina di minori.

Tutti vivi, invece, i 54 immigrati soccorsi ieri sera e sbarcati oggi in due distinte operazioni di salvataggio.
Gli extracomunitari, che viaggiavano a bordo di due barconi, sono stati avvistati da un peschereccio, rispettivamente a 20 e 28 miglia dall’ isola.
Su un’ imbarcazione erano in 29 tra cui 8 donne - una incinta di 8 mesi - e due neonati, a bordo dell’ altra c’ erano 25 persone: 4 donne, un bambino e 20 uomini.

I primi a scendere dalle motovedette della guardia costiera sono i neonati in braccio alle madri. Sono in buone condizioni come il resto dei compagni di viaggio. Gli uomini hanno difficoltà a camminare e hanno evidenti segni di ustioni. “E’ la nafta che fuoriesce dai bidoni unita all’ acqua di mare - spiega un volontario della Croce Rossa - a provocargli queste bruciature”.

I migranti, che vengono dall’ Eritrea, dal Niger, dall’ Egitto e dal Sudan, hanno raccontato di essere partiti dalla Libia e di essere rimasti in mare per circa 5 giorni. Al secondo giorno di navigazione sarebbero rimasti senza acqua e cibo. Alcuni hanno raccontato che uno dei compagni di viaggio sarebbe caduto in mare e morto mangiato da un pescecane.

Ai 54 vanno si aggiungono anche altri 37 immigrati che sono riusciti a raggiungere Lampedusa con il proprio barcone.

Fonte repubblica.it

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