Imbarcata per ricongiungersi al figlio

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Il figlioletto di appena due mesi aveva raggiunto Lampedusa il 28 giugno scorso, su uno dei tanti barconi della speranza partiti dalla Libia. Ieri sera è sbarcata sull’isola anche la mamma, che ha chiesto subito notizie di quel neonato arrivato 50 giorni prima. La mamma del bimbo, una giovane eritrea, potrà così presto riabbracciare il figlio che si trova in questo momento in una comunità per minori di Agrigento.

I volontari dell’associazione La Misericordia, che gestisce il Centro di prima accoglienza di Lampedusa, hanno immediatamente preso contatti con l’ufficio immigrazione di Agrigento che si era occupato del caso. La donna, infatti, aveva già telefonato dalla Libia alla Prefettura con un satellitare per avere notizie del piccolo.

La mamma del piccolo è sbarcata ieri sera a Lampedusa, con altri 59 immigrati soccorsi su due barconi dalla nave “Sirio” della Marina Militare. Una volta nel Centro, ha spiegato di essere stata costretta ad affidare il figlio a una coppia di connazionali, in attesa di potersi imbarcare anche lei. Il barcone, partito dalla Libia con 288 persone, era approdato a Lampedusa il 28 giugno scorso. I due eritrei avevano dichiarato che quel neonato non era figlio loro, aggiungendo che la madre sarebbe arrivata successivamente.

La donna ha spiegato di essere stata per due volte in procinto di tentare la traversata, pagando 3 mila dollari, prima di riuscire finalmente a partire. La giovane eritrea, che ha detto di chiamarsi Mekdes Tekle Mekone, questa mattina si è imbarcata sul traghetto di linea per Porto Empedocle, da dove verrà trasferita nel Cpt di Pian del Lago a Caltanissetta, in attesa che vengano espletate tutte le procedure per consentirle di riavere con sè il figlio.
Fonte lasicilia.it

Lascia un Commento