«Immigrati, referendum contro la cittadinanza». La Lega annuncia la mobilitazione. An: pronti al confronto in Parlamento

ROMA — L’opposizione resta contraria al provvedimento del governo che concede la cittadinanza agli stranieri dopo cinque anni, ma Udc e Alleanza Nazionale sembrano aprire uno spiraglio al dialogo parlamentare. Mentre la Lega con Roberto Calderoli annuncia un referendum abrogativo e fissa «come obiettivo quello di far cadere questo governo anche prima della Finanziaria» e Forza Italia accusa l’Unione di essere «irresponsabile», gli altri partiti entrano nel dettaglio del provvedimento e rimandano la discussione all’esame delle Camere.

L’APERTURA - «Il tema della cittadinanza — dichiara il portavoce dell’Udc Michele Vietti — non sta a cuore solo alla sinistra. Il disegno di legge varato dal governo non ci convince, così come non ci convince la reazione leghista. Se la maggioranza saprà far suo l’invito del presidente del Senato a non ricorrere al continuo voto di fiducia, troverà nell’Udc un’opposizione seria e responsabile. Il rapporto con la realtà dell’immigrazione va impostato senza furori ideologici e ricercando in Parlamento le soluzioni più condivise». E il vicesegretario Mario Tassone aggiunge: «C’è bisogno di una approfondita discussione in Parlamento. L’integrazione non si può inventare per legge, né tanto meno si può imporre». Secondo Adolfo Urso di Alleanza Nazionale «la destra è pronta a dare il proprio contributo secondo il principio dell’accoglienza se non sarà smantellata anzi applicata la legge Bossi-Fini» e poi parla di «confronto, aperto, sereno e costruttivo, senza pregiudizi né steccati ».
L’ATTACCO - Resta invece sulle barricate Roberto Calderoli che dopo aver parlato di «voto ai bingo-bongo» rincara la dose: «Per non sollevare un legittimo allarme sociale sono arrivati addirittura a mentire sui numeri, ben sapendo di mentire, parlando della previsione di 18 mila domande per ottenere la cittadinanza quando sarà in vigore la nuova legge con i nuovi requisiti. I numeri invece sono altri, perché nella sola Lombardia sono prevedibili più di 200 mila domande con il requisito dei cinque anni e quindi, ragionevolmente, c’è da pensare che le domande nell’intero Paese saranno intorno al milione e non si tratterà di una tantum ma accadrà sempre». Per Isabella Bertolini di Forza Italia «gli islamici formeranno propri partiti, probabilmente su posizioni radicali, che potrebbero diventare l’ago della bilancia per amministrare molti comuni in molte regioni del Paese dove la loro presenza è consistente. La classe dirigente del centrosinistra irresponsabilmente non si cura minimamente della catastrofe che sta preparando per la comunità nazionale anche sul fronte del welfare».
Fonte corriere.it

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