Immigrati, italiani dopo 5 anni
I bimbi stranieri nati in Italia potranno diventare subito cittadini
Via libera del governo. «Test di integrazione» per gli immigrati-cittadini: necessario conoscere la lingua
di Fiorenza Sarzanini
ROMA - Si chiama «test di integrazione» e dovrà essere superato dagli stranieri che decidono di chiedere la cittadinanza italiana. Requisito fondamentale per passare l’esame: dimostrare una perfetta padronanza della lingua. Il perché lo spiega il ministro dell’Interno Amato, dopo aver annunciato l’approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge: «Il provvedimento contiene una serie di paletti che consentono di verificare la serietà delle intenzioni di chi presenta le istanze e dunque esclude afflussi indiscriminati o matrimoni di comodo».
Le linee guida le sintetizza il premier Romano Prodi in un’intervista al quotidiano egiziano Akhbar Elyom: «La nostra è una politica di apertura molto meno ostile ai fenomeni migratori che però mantiene la disciplina riguardo alle regole, ai doveri e ai diritti». Da Forza Italia il senatore Sacconi accusa il governo di aver «realizzato un pacchetto di misure esplosivo», ma è della Lega la reazione più dura, affidata a Calderoli che afferma: «Proporre di dare cittadinanza e voto ai bingo-bongo è un vero e proprio golpe per recuperare i voti che gli italiani non daranno mai più alla sinistra. Faremo a pezzi questa legge in Parlamento e se non basterà scenderemo in piazza». Se il provvedimento varato ieri non subirà modifiche, dopo 5 anni di «permanenza regolare e ininterrotta», si potrà presentare la domanda per diventare cittadini italiani.
Per la Caritas sono circa un milione gli stranieri già in possesso dei requisiti. Per Amato le domande non saranno più di 18.000 ogni anno, ma al Viminale sottolineano che «sono quasi 3 milioni gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, il 30% risiede qui da oltre 5 anni». Naturalmente questa non è l’unica condizione per ottenere l’accoglimento dell’istanza. Perché, come ha specificato il ministro «bisogna impedire che ci si sposi solo per acquisire la cittadinanza». I bimbi stranieri che nasceranno in Italia diventeranno cittadini purché almeno uno dei genitori sia residente nel nostro Paese da 5 anni. Al compimento dei 18 anni potranno comunque rinunciare perché, sottolinea Amato «la cittadinanza è un diritto, non un obbligo».
Fonte corriere.it
Ottobre 13th, 2006 at 16:57
Non sono per nulla daccordo e direi che sarebbe ora che la Comunità Europea inizi a prendere provvedimenti seri nei confronti di questo governo poiché gli immigrati una volta aquisita la cittadinanza Italiana acquisitscono in automatico anche i diritti Europei… Non se ne può più!