Sul tavolo del CDM le nuove regole sulla cittadinanza

Cinque anni, per i maggiorenni, come ‘’tempo minimo'’ di permanenza nel nostro Paese con ‘’residenza legale e continuativa'’, con contestuale possesso ‘’di un regolare permesso di soggiorno piu’ l’iscrizione anagrafica'’. E, per i minori nati in Italia da genitori stranieri, il possesso da parte di almeno uno di questi, di una attestazione di legale residenza nel nostro paese da almeno cinque anni. Cosi’ si diverra’ cittadini in Italia secondo le principali modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n.91 recanti norme sulla cittadinanza che il Ministro dell’Interno Giuliano Amato intende portare all’attenzione dell’ultimo Consiglio dei Ministri prima della pausa estiva.

Uno schema di provvedimento, che l’Asca e’ in grado di anticipare, piu’ volte annunciato dallo stesso responsabile del Viminale e che si rende necessario, secondo gli estensori, sia per ‘’armonizzare la nostra legislazione in tema di cittadinanza con quella degli Stati membri della Unione europea'’, sia per ‘’attuare effettive politiche di integrazione, favorendo l’acquisizione, in termini piu’ aperti, del diritto di cittadinanza non solo per i nati in Italia ma anche per coloro che soggiornano stabilmente nel nostro paese'’.
Ad essere modificati, secondo lo schema di provvedimento, sono i primi 6 articoli dei 27 che la legge contiene.
In linea con la direttiva europea del 2003 che ha istituito il ‘’permesso di soggiorno per i soggiornanti di lungo periodo'’ e che anche il nostro paese sta recependo, si e’ deciso di stabilire in 5 anni il periodo minimo, di volta in volta richiesto, per poter accedere alla richiesta di cittadinanza italiana. Ma, diversamente dalla Direttiva Ue, si e’ ritenuto opportuno collegare i cinque anni alla ‘’residenza legale e continuativa, con cio’ intendendosi la contestuale presenza - si spiega - di un regolare permesso di soggiorno piu’ l’iscrizione anagrafica, quale migliore indice di stabilita’ e radicamento sul territorio ai fini del conseguimento dello status'’ di cittadinanza.
Per quanto riguarda, invece, lo ‘jus soli’, si e’ inteso con lo schema di modifica di legge, valorizzare la nascita dello straniero nel territorio italiano ed e’ per questo che verra’ riconosciuta la cittadinanza a quanti, nati nel nostro paese da genitori stranieri, abbiano almeno uno di questi che possa dimostrare la permanenza nel territorio della Repubblica per un periodo di almeno 5 anni antecedenti alla nascita. In questo ambito, sottolinea sempre lo schema di disegno di legge, verra’ valutata anche la qualita’ della vita trascorsa nel nostro Paese e contrassegnata dalla partecipazione alla scuola e alla formazione professionale e dallo svolgimento di una attivita’ lavorativa.
Il conferimento della cittadinanza al minore avverra’, invece, su istanza dei genitori stessi o, nel caso questo sia divenuto maggiorenne e risieda legalmente in Italia, con una propria dichiarazione da rendere entro un anno dal compimento della maggiore eta’.
Fonte asca.it

Un Commento to “Sul tavolo del CDM le nuove regole sulla cittadinanza”

  1. fabio sacco Says:

    Prodi poteva affittare uno sdraio e prendere comodamente il sole, rilassarsi e leggere un buon libro; invece, no, ha convocato un nuovo consiglio dei ministri e deciso, tra le altre cose, di concedere la cittadinanza a chiunque risieda nel nostro Paese per almeno cinque anni, il che significa che entro fine anno avremo due milioni di “italiani” in più.

    Italiani che non conoscono la lingua italiana… la storia italiana… le tradizioni locali (in un Paese regionale)… usi e costumi locali… con l’accento non italiano… che non conoscono e non sentono l’inno nazionale italiano… che non hanno festeggiato al rigore di Fabio Grosso ai mondiali… che non sventolano la nostra bandiera…
    Italiani che non vogliono avere come insegnanti le donne… che reputano la donna un essere inferiore persino alle bestie… che professano la religione musulmana (quando noi abbiamo già i nostri problemi con i cattolici)…

    La svendita della cittadinanza romana portò alla rovina l’impero… accadrà lo stesso all’Italia!
    Povera Italia! Si sapeva che i comunisti avrebbero portato il Paese alla rovina!

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