Immigrati in coda davanti alla questura
Chiedono i documenti per poter andare in ferie
«Sono in Italia dal 1999 e voglio tornare a casa, in Tunisia, per le ferie. Ma il permesso di soggiorno è scaduto; a giugno ho chiesto il rinnovo e mi hanno dato la ricevuta della domanda. Con questa ricevuta, mi hanno detto, nessuno ti può considerare un clandestino, puoi andare dove vuoi, puoi andare a casa e tornare. Per procurarmi i soldi del viaggio, ho venduto la macchina, ma non posso fare il trapasso, perchè ho la ricevuta della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno, ma non il permesso. Non posso fare il trapasso, quindi non mi pagano la macchina e io con che soldi vado in Tunisia e torno? Ed è già il primo agosto.
Abbiamo tempo per andare e tornare dal primo luglio al 1 settembre»: Ahmed è uno dei tanti fuori dalla Questura, aspetta che apra lo sportello per sottoporre il suo problema. Lo sportello dell’ufficio stranieri apre alle 11, aspetta il suo turno, prima di lui, ce ne sono ottanta, extracomunitari di ogni nazionalità, che hanno prenotato l’appuntamento. Ma dieci o quindici vogliono il rinnovo urgente del permesso di soggiorno, per andare nel loro Paese, in ferie, e tornare in Italia. Dicono che la ricevuta della domanda non basta, per questo viaggio e per questa vacanza nella terra natìa.
Anche Abdellah ha la ricevuta, domanda presentata a giugno. «Vado a casa, in Tunisia, per sposarmi – racconta – ma devo tornare entro il 30 settembre». Sono due mesi, no, due mesi per una festa di nozze? «Stanno passando i giorni – dice lui – settembre ci mette un attimo ad arrivare. Con il permesso di soggiorno, starei più tranquillo, non avrei tutta questa preoccupazione di stare troppo poco con la mia sposa ed organizzarmi». Sono tutti lavoratori, tutti incensurati, tutti in Italia da tempo, assicurano.
Fonte laprovinciadicomo.it