Lampedusa, 2 immigrati arrivano in coma, da 20 giorni in mare
PALERMO - “Siamo partiti dalla Libia in 27, durante la traversata 13 di noi non ce l’hanno fatta e siamo stati costretti a gettare i loro corpi in mare”. E’ il drammatico racconto fatto da alcuni dei 14 clandestini soccorsi ieri sera a 130 miglia a Sud Est di Lampedusa dalla nave “Sibilla” della Marina Militare.
La testimonianza dei sopravvissuti é stata raccolta dal comandante della “Sibilla”, il capitano di fregata Stefano Bricchi. “Erano in condizioni pietose - racconta l’ufficiale - ridotti a scheletri e con le labbra riarse dal sole e dalla salsedine. Alcuni di loro, in un inglese stentato, ci hanno detto di essere in mare da venti giorni, e di avere esaurito le scorte di viveri ed acqua dopo una settimana”.
Sette degli immigrati sono in gravi condizioni: due sono stati trasferiti immediatamente con quattro eliambulanze del 118 nel reparto di rianimazione dell’ospedale civico di Palermo. I medici che hanno prestato loro le prime cure hanno detto che gli extracomunitari accusano gravi sintomi di disidratazione e denutrizione dopo essere rimasti per 20 giorni in mare alla deriva senza cibo ne’ acqua.
I clandestini hanno raccontato a fatica di aver perso la rotta e di essere in mare da 20 giorni, senza cibo ne’ acqua. Un altro barcone con 31 clandestini, tra cui 2 donne, è stato soccorso in nottata dalla guardia costiera a 27 miglia a sud di Lampedusa. Gli immigrati sono già stati trasferiti nell’ isola e accompagnati nel centro di prima accoglienza.
Un terzo con 33 clandestini, tra cui due donne e tre bambini, è stato intercettato dalla Guardia costiera a 10 miglia e mezzo a sud di capo Scalambri, nei pressi di Scoglitti nel Ragusano. Sono stati intercettati già sulla terraferma altri 56 clandestini che sono riusciti a raggiungere la costa di Portopalo, nel Siracusano. Altri 25 extracomunitari sono stati intercettati su un barcone a circa 26 miglia a sud di Lampedusa.
Polizia e carabinieri hanno fermato tre extracomunitari accusati di essere gli scafisti dell’imbarcazione dalla quale ieri sono sbarcati 28 extracomunitari. I tre, tutti eritrei, sono Ziar Abdulrahman di 25 anni; Habtom Angsom di 30, e Efrrem Sultan Gebrelull, di 30.