«Bucati» i servizi di sorveglianza delle coste
di ROSANNA LI MANDRI
LAMPEDUSA — Ancora immigrati a Lampedusa. Stavolta uno sbarco «vecchio stile»: un barcone lungo poco più di venti metri, stracarico di clandestini, è arrivato fin sotto la costa, sfuggendo allo sguardo delle autorità che da cielo, mare e terra sorvegliano senza sosta l’isola agrigentina, meta prediletta dei viaggi della speranza dall’Africa all’Italia. Così, dopo una lunga serie di piccole imbarcazioni intercettate e soccorse a diverse miglia di distanza dalla terra ferma, di minisbarchi che sembravano indicare un cambiamento nell’organizzazione delle «crociere clandestine», ieri un grosso peschereccio traboccante di disperati è riuscito a «bucare» le maglie dei controlli aeronavali e a far rotta piano piano, indisturbato, fino a Lampedusa. «Capita. È capitato e capiterà ancora - allargano le braccia dalla Capitaneria di Porto - l’attenzione sul fenomeno immigrazione è sempre alta.
Ma è anche vero che negli ultimi quattro giorni le forze di controllo sono state impegnate in diverse operazioni di soccorso: dal naufragio avvenuto giovedì a largo di Malta, nel quale sono morti tre clandestini e altri otto risultano ancora dispersi, a una serie di avvistamenti e interventi che si sono susseguiti nel Canale di Sicilia. L’ultimo nella notte tra sabato e domenica». «In un momento di riorganizzazione delle attività di vigilanza - continuano dalla Guardia costiera - è possibile che un’imbarcazione sfugga al controllo». E, ieri mattina, poco dopo le 10, il peschereccio sul quale viaggiavano 402 extracomunitari (nel gruppo anche quattordici donne e diversi minorenni), è stato avvistato a poche decine di metri di distanza da cala degli inglesi, sulla costa lampedusana. È stata allertata la Guardia costiera «e abbiamo subito provveduto a inviare sul posto tre delle nostre motovedette», spiega Cristiano Aliperta, del comando generale della Guardia costiera. Altri due mezzi sono stati inviati dalla Guardia di Finanza. La carretta del mare è stata agganciata e scortata in porto dove un’équipe sanitaria ha svolto i primi controlli medici e la polizia le consuete operazioni di identificazione. Il gruppo di immigrati sarebbe composto per lo più da afghani, iracheni e pachistani. Gli uomini delle Fiamme Gialle sarebbero riusciti a individuare alcuni degli scafisti. Tutti sono stati trasferiti al centro «La Misericordia», l’ex Cpt, oggi struttura di primo soccorso e smistamento che è stata allestita sull’isola agrigentina, che è capace di offrire assistenza a 190 persone, e che ancora una volta si è ritrovata a fare i conti con un numero ben più alto di «ospiti». Il centro era appena stato svuotato. Sabato, il ministero dell’Interno aveva predisposto due voli con i quali erano stati trasferiti al Cpt di Crotone 190 immigrati. A Lampedusa ne erano rimasti appena cinquanta. Ma in meno di ventiquattro ore è ricominciata l’emergenza. La struttura scoppia. Anche perché, sempre ieri, un altro «legno» è stato intercettato in mare dalla Guardia di Finanza. A bordo c’erano 26 persone.
Fonte iltempo.it