La proposta del governo britannico: tremila sterline per lasciare l’Inghilterra

LONDRA - Duemila sterline in contanti e altre mille in corsi di formazione e educazione per ritornare al paese d’origine. Questa è l’offerta del Governo britannico a 54.000 stranieri che hanno fatto richiesta di asilo. Lo schema, introdotto in via sperimentale all’inizio dell’anno funziona. In soli quattri mesi, 1.956 immigrati irregolari hanno lasciato il Regno Unito. Tony McNulty, ex sottosegretario per l’Immigrazione, ha detto che 3.000 sterline (4.500 euro) «sono un bel risparmio, confrontate con le 11.000 necessarie per ottenere il rimpatrio coatto», e un portavoce del ministero dell’Interno ha voluto sottolineare come «dei rimpatri spontanei sono sempre preferibili a dei rimpatri forzati».

Soddisfatto anche l’attuale sottosegretario per l’immigrazione, Liam Byrne, il quale ha sottolineato che «molte energie vengono spese per promuovere il progetto e c’è molto interesse riguardo i risultati». Poi prosegue. «Abbiamo deciso di estendere di altri 6 mesi la sperimentazione, durante i quali l’Osservatorio Nazionale e l’Organizzazione Internazionale dell’Immigrazione condurranno delle analisi per verificare come incentivare il modello». Per rientrare a far parte del progetto, e ottenere così il denaro e i corsi, bisogna aver fatto domanda di asilo prima del gennaio 2006 e si è obbligati a lasciare il Paese tra l’1 luglio e la fine dell’anno corrente. Non tutti sono però entusiasti del disegno. L’ex segretario permanente del ministero dell’Interno Johm Gieve teme che la prospettiva di intascare un bonus d’uscita possa paradossalmente favorire l’aumento dell’immigrazione clandestina. «Se il peggio che può capitare a chi chiede asilo in Gran Bretagna senza averne i titoli è di ricevere qualche migliaio di sterline e essere rispedito a casa, non pare francamente una tragedia», ha commentato Gieve.
Fonte iltempo.it

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