Istat, più immigrati ed anziani, cambiano esigenze spesa sociale
ROMA - Aumenta il numero di immigrati ed anziani in Italia e questo incide sulla domanda di servizi sociali ridisegnando le esigenze della popolazione, secondo quanto emerge dal rapporto annuale pubblicato oggi dall’Istat sulla situazione del Paese nel 2005.
Gli anziani passano dal 13,1% del 1980 al 19,5% nel 2005 sul totale della popolazione italiana, mentre gli stranieri sono 2,4 milioni e rappresentano il 4,1% dei residenti. Anche per quanto riguarda le nuove nascite la presenza degli immigrati incide sul totale delle nascite per l’8,7% — in aumento rispetto all’1,7% del 1995.
Questi cambiamenti demografici in atto costituiscono uno stimolo alla trasformazione dei servizi sociali erogati sul territorio, come nel caso dell’istruzione, dove gli stranieri, presenti soprattutto nelle scuole elementari, costituiscono il 5,3% degli alunni, con una netta prevalenza nelle regioni del nord e del centro, aree caratterizzate da una forte presenza di anziani ed immigrati.
L’offerta di servizi presenta notevoli disparità fra il nord e il sud del Paese, sia in termini di spesa sociale per abitante — quasi sempre associata al reddito pro capite regionale — che in termini di ampiezza e varietà. Nel Mezzogiorno infatti è minore l’offerta di servizi extrascolastici — mense e scuolabus — così come è scarsa la presenza di strutture assistenziali per disabili ed anziani, benché sia maggiormente diffusa la pratica dell’aiuto a domicilio rispetto al nord Italia.
Negli ultimi anni si è assistito comunque ad una graduale convergenza nei livelli di spesa sociale per regione, con forti aumenti nelle aree tradizionalmente penalizzate da investimenti più bassi.
Fonte reuters.it