USA: Microsoft e Intel al Congresso: Immigrazione, leggi più morbide
Microsoft Corp., Intel Corp. e altri grandi gruppi tecnologici statunitensi mettono in guardia il Congresso Usa, impegnato a rivedere le leggi sull’immigrazione, indicando che se non sarà consentito l’ingresso nel Paese a un maggior numero di lavoratori qualificati, potrebbero essere costrette a spostare all’estero una quota maggiore della propria produzione. “Abbiamo un paio di migliaia di posti nel settore tecnico, che non riusciamo a coprire”, dichiara Jack Krumholtz, responsabile per gli affari relativi al Governo federale presso Microsoft, numero uno mondiale del software. Se questa situazione dovesse persistere, dice “dovremo spostare all’estero una quota maggiore del nostro lavoro di sviluppo”.
Microsoft attualmente svolge quasi per intero l’attività di sviluppo del prodotto presso la sua sede di Redmond, nello stato di Washington. Ma questo, secondo i manager, potrebbe cambiare, se i legislatori non renderanno più facile assumere immigrati qualificati. Il senato Usa riprende la discussione di un’ampia riforma della legislazione sull’immigrazione, che comprende una proposta di aumentare del 77 per cento, portandolo a 115mila, il numero massimo di visti del tipo H-1B per la manodopera qualificata e di rendere più agevole per questi immigrati ottenere la residenza permanente. Mentre nel Paese ferve un acceso dibattito pubblico sull’argomento e in particolare su come controllare il forte flusso di immigrati privi di documenti, le aziende continuano a premere sul Governo per una regolamentazione che non penalizzi le imprese che non trovano manodopera qualificata in numeri sufficienti. Bill Gates, presidente di Microsoft, aveva incontrato a marzo esponenti del Congresso, tra cui Arlen Specter, presidente della Commissione giustizia, per discutere di quella che per il gruppo è “la massima priorità legislativa” dice Krumholtz. Craig Barrett, presidente della californiana Intel, numero uno al mondo nella produzione di semiconduttori, dice che è da quasi dieci anni che preme perché il cosiddetto programma H-1B venga modificato. “Sono queste le persone che possono aiutare a far crescere la produttività statunitense e la nostra economia” dichiara. “Facciamo degli Stati Uniti il luogo dove vogliono venire, per propria scelta. Accogliamoli a braccia aperte”. A causa del tetto sui visti d’ingresso, Intel comincia a ricollocare alcuni ingegneri stranieri in Paesi che hanno norme sull’immigrazione meno severe e cioè in Paesi come Canada, Irlanda e Israele, rileva Jenny Verdery, responsabile per le relazioni industriali.
“Tale tendenza continuerà, fino a quando il Congresso non avrà risolto il problema” dice. L’esigenza di trovare un maggior numero di immigranti qualificati è in cima all’agenda anche per i manager di Oracle Corp., di Redwood City, in California, nei loro incontri con i parlamentari, sostiene Robert Hoffman, vicepresidente per il Governo e gli affari pubblici del terzo gruppo mondiale di software. “È nel nostro reciproco interesse, dell’azienda e del Paese, cambiare le nostre leggi sull’immigrazione e renderle più confacenti (alle esigenze) della nostra crescita economica” dice. L’idea di aumentare il numero di visti a disposizione della manodopera qualificata trova opposizione alla camera dei rappresentanti, dove i legislatori sono invece a favore di un ulteriore giro di vite alle attuali leggi sull’immigrazione, e di provvedimenti per rendere più impenetrabili le frontiere, prima di discutere nuove modalità d’ingresso per un maggior numero di immigrati. Si registra poi l’opposizione dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers, associazione di categoria, con sede a Washington, che conta 365mila aderenti. Paul Kostek, ex presidente di questo gruppo, e attualmente responsabile della sua commissione sulle questioni del lavoro, dice che alzare la soglia dei visti penalizzerebbe gli americani, sul fronte dei posti di lavoro e della retribuzione. Le società del settore tecnologico, afferma, potrebbero riempire i vuoti d’organico per le posizioni qualificate semplicemente offrendo stipendi più alti. “Ci sono alcune imprese che potrebbero non trovare personale, se non sono disposte a pagarlo di più. Si tratta di un mercato basato sulla domanda e sull’offerta”.
Fonte denaro.it