Solidarietà con i migranti di Cassibile (sr). No al razzismo, no al caporalato

Da oltre un mese a Cassibile(Sr) e dintorni sarebbe di nuovo “emergenza immigrati”! Anche quest’anno, come da alcuni anni, sono arrivati in questa zona centinaia di migranti per la raccolta delle patate . Negli anni scorsi essi sono stati “accolti” nel locale stadio ed in un capannone, poi adibito a centro di detenzione per migranti ( non si è mai chiarito se Centro d’Identificazione e/o CPT, anche se poi un tardivo sopralluogo dell’ ASL l’ha dichiarato inidoneo); adesso invece si sono sistemati in aperta campagna all’ingresso di Cassibile, con piccole tende di fortuna, senza acqua né luce.

Grazie all’intervento di Medici Senza Frontiere è stato approntato un minimo di bagni e docce per alleviare le drammatiche condizioni igienico-sanitarie di centinaia di lavoratori migranti , già sfruttati in condizioni neo-schiaviste per poche decine di euro per oltre 12 ore al giorno.

A pochi kilometri da Avola, dove il 2/12/’68 vennero uccisi 2 braccianti (e 48 furono i feriti) in lotta contro le gabbie salariali, dopo 38 anni dilaga di nuovo nelle campagne la vergogna del caporalato, che seleziona giornalmente le ” braccia fresche” da sfruttare per arricchire un padronato desideroso solo di evadere i contributi e di pagare il meno possibile i nuovi “dannati della terra”.

Di fronte a questa vergognosa ingiustizia gli amministratori locali e gli enti pubblici che fanno?

Addirittura il vicesindaco Vinciullo(An) si allarma perché i migranti ” non possono avere solo diritti” perché l’emergenza per lui ,e non solo, è l’eccessiva visibilità a Cassibile dei migranti; nessuno protesta contro la vergogna del lavoro nero, forse qualche zelante tutore dell’ordine, non accortosi ancora dell’illegalità della nuova tratta degli schiavi, anziché perseguire i reali responsabili , potrebbe infierire non solo contro chi non è in regola con il maledetto permesso di soggiorno ( unica garanzia per usufruire del permesso di vivere), ma anche contro chi non potrà rinnovare il permesso di soggiorno perché non ha raggiunto il minimo di contributi versati.

Si ricacciano così , grazie a leggi razziste come la Bossi-Fini, nella clandestinità ,nella nostra democratica repubblica fondata sul lavoro, migliaia di migranti che vengono in Italia ed in Europa per fuggire da fame e guerre, che spesso sono provocate da mai sopiti interessi neo-coloniali del progredito(?) Occidente industrializzato.

Facciamo pertanto appello all’associazionismo, a tutte le realtà organizzate dei lavoratori, alla società civile affinchè ci si mobiliti per garantire pieni diritti del lavoro e di cittadinanza a tutti i migranti, superando l’ipocrisia di approntare l’accoglienza solo ai migranti “regolari”, escludendo e criminalizzando proprio chi è più ricattabile ed ha più bisogno di Solidarietà.

Facciamo inoltre appello a chi si candida a cambiare la Sicilia nelle prossime regionali ad una maggiore attenzione al dramma dell’immigrazione, perché, se i migranti non hanno ancora il diritto al voto (anche grazie alla legge Turco-Napolitano del marzo ’98), la precarietà ed i diritti negati dei migranti possono anche negare un futuro migliore a tutti i lavoratori ed alle nuove generazioni.
Rete Antirazzista Sicliana

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