Immigrati, stati Ue devono fare ancora molto su piano istruzione
BRUXELLES (Reuters) - I vecchi stati membri dell’Unione Europea fanno molto peggio di Paesi come Australia, Nuova Zelanda e Canada nell’educare bambini immigrati o figli di immigrati per dare loro pari opportunità, come mostra un rapporto pubblicato oggi.
Lo studio “Dove gli studenti immigrati hanno successo” mostra che i bambini nati all’estero o da genitori immigrati per lo più hanno risultati al di sotto di quelli degli altri studenti in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda e Svizzera.
Lo studio esamina il ruolo dell’educazione nel successo o insuccesso dell’integrazione dei ragazzi immigrati.
Realizzato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), il rapporto sostiene che il supporto linguistico e l’elemento che fa la differenza tra i Paesi le cui politiche d’integrazione hanno successo e quelli che invece falliscono.
Basato sull’autorevole studio Pisa 2003 sull’educazione, il rapporto dice che nella maggioranza degli stati membri del blocco di 30 nazioni dell’Ocse uno studente immigrato su quattro lascia la scuola senza le basi di matematica.
“Questi individui potrebbero dover affrontare difficoltà considerevoli nel loro futuro professionale e nella vita”, dice il rapporto.
La Germania risulta il peggiore dei 17 Paesi studiati nel dettaglio. Circa il 40% dei bambini immigrati di seconda generazione lascia la scuola senza conoscenze sufficienti nel campo della matematica.
La Svezia è invece il Paese migliore tra quelli dell’Europa occidentale nell’avere ridotto le disparità sul piano dell’istruzione tra studenti immigrati di seconda generazione e studenti originari del Paese.
Fonte reuters.it