Abusi e incuria nei centri immigrati

Il bilancio del Comitato europeo anti tortura sulla gestione dei cpt italiani

CARCERI sovraffollate, detenuti costretti a vivere in condizioni igieniche critiche, in prigioni dove il diritto alla difesa non è garantito, le cure mediche sono insufficienti e, spesso, i poliziotti indagati per violenze ai detenuti, continuano a lavorare a contatto con chi li ha denunciati. Ma non solo: gli abusi iniziano ancora prima, al momento dell’arresto, con insulti e maltrattamenti, soprattutto nei confronti degli stranieri, in Questure e Comandi dei Carabinieri. La denuncia al sistema di detenzione italiano arriva dal Rapporto del Comitato Europeo per la prevenzione della Tortura, che condanna anche «i rimpatri forzati di immigrati in Libia» e propone l’istituzione di «organismi indipendenti» di controllo delle carceri. Reso noto su autorizzazione del Governo italiano, il rapporto è il bilancio delle visite fatte alla fine del 2004 da membri del comitato nei Cpt di Agrigento, Caltanissetta, Trapani e Lampedusa, in diversi commissariati, questure, comandi di Carabinieri e della Gdf, nelle carceri di Civitavecchia, Verona e Parma, nel servizio psichiatrico di Agrigento e nelle camere di sicurezza dell’ospedale generale di Verona.

I «rimpatri forzati in Libia» mettono gli immigrati «a rischio di tortura e maltrattamenti» ha sostenuto anche il comitato europeo per la prevenzione della tortura. Si tratta, dunque, di un rapporto che conferma un quadro allarmante della condizione di vita nelle carceri e dello stato dei diritti umani nel nostro paese». Così il presidente dell’Associazione Antigone Patrizio Gonnella ha commentato il rapporto del comitato europeo per la prevenzione della tortura, sulla situazione delle carceri italiane. «Ora - ha proseguito - si tratta di voltare pagina. Dal comitato europeo arriva una prima indicazione: istituire una figura indipendente di controllo dei luoghi di detenzione. Confidiamo nel nuovo Parlamento». E proprio Gonnella presenterà oggi i risultati di una ricerca europea sul garante dei detenuti, nel corso di un convegno promosso dall’ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà del comune di Roma e organizzato in collaborazione con Antigone. Si tratta del progetto Agis 2004 «Libertà in carcere», che sarà presentato nella sala Santa Rita dell’Assessorato alla cultura del comune di Roma. Al convegno, moderato da Stefano Anastasia, direttore dell’ufficio del garante delle persone private delle libertà del comune di Roma, oltre a Gonnella, il vice direttore del Dap Emilio Di Somma, l’ex sottosegretario Franco Corleone, Garante dei diritti delle persone private della libertà del comune di Firenze e il vice presidente del comitato europeo per la prevenzione della tortura Mauro Palma.
Fonte iltempo.it

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