Immigrato irregolare espulso nonostante familiari

Lo straniero irregolare convivente in Italia con stranieri in regola con il permesso di soggiorno non ha diritto ad opporsi all’espulsione.

Lo ha stabilito in via definitiva la Corte Costituzionale con un’ordinanza in risposta alla questione di legittimita’ costituzionale sollevata dal Tribunale di Genova sull’art. 19, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero).

A giudizio del Tribunale, il fatto che la legge preveda il divieto di esplusione solo per gli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore o l’affidatario espulsi; per gli stranieri in possesso della carta di soggiorno; per gli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge, di nazionalità italiana e per le donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono, sarebbe in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione che tutela l’unit’ familiare.

Infatti, era il ragionamento, esso non prende “minimamente in considerazione la tutela degli stranieri tout court, anch’essi titolari del diritto all’unità familiare, già conviventi in Italia con il coniuge, in regola con il permesso di soggiorno (ed eventualmente con i figli), con i quali potrebbero essere ricongiunti ai sensi della stessa legge in materia di immigrazione”.

I caso specifico riguardava l’opposizione a decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Genova nei confronti di un immigrato che non aveva chiesto alle autorità competenti, entro il termine di legge, il rilascio del permesso di soggiorno e che conviveva con la moglie, il figlio minorenne e tre sorelle, regolarmente presenti in Italia.

La Consulta ha respinto il ricorso ricordando di aver piu’ volte sottolineato in materia la necessita’ di bilanciamento dei diritti ed ha evidenziato che l’interpretazione suggerita dall’eccezione sollevata dal giudice genovese avrebbe potuto vanificare gli scopi della legge che regola l’immigrazione, in quanto sarebbe stato facile per la maggioranza degli stranieri irregolari imporre la propria presenza in Italia senza mai chiedere la propria regolarizzazione ma solo invocando la convivenza con parenti gia’ regolarizzati.
Fonte osservatoriosullalegalita.org

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