Una fossa comune nel Mediterraneo

0325immigrati.jpgPer una volta gli archivisti di Fortress Europe che documentano con certosina diligenza (fortresseurope.blogspot.com ) la strage che prosegue, solitamente nell’indifferenza, nei mari e negli oceani che bagnano il continente, sono stati anticipati dalla Guardia Civil spagnola. Documenti ufficiali hanno superato le più pessimistiche stime. Negli ultimi mesi lungo la rotta tra la Mauritania e le isole Canarie sono morti, inghiottiti dal mare, 1200-1700 clandestini provenienti nella maggioranza dei casi dalla fascia dell’Africa occidentale (Senegal, Mali..).

Come ha spiegato a El Mundo, Teresa Gonzales, di Medici del mondo, i trafficanti di disperati che fuggono dall’Africa hanno «abbassato le tariffe da 1000 a 250 euro» e messo in mare nuove velocissime barche, i cayucos, che hanno «una capienza più ampia» rispetto alla «pateras» usate finora. Il governo del presidente Zapatero, di fronte alla nuova emergenza, si è nuovamente rivolto all’Europa (sorda e impotente) ed ha raggiunto un difficile accordo con la Mauritania. Nelle Canarie la tensione sta salendo; nei primi mesi dell’anno sono già arrivati 3mila irregolari e sulla coste dell’Africa ci sono centinaia di migliaia di fuggitivi pronti a pagare il pedaggio ed affrontare il viaggio in mare.

Per alleggerire la tensione nelle Canarie 35 militari del Genio ed esperti della cooperazione stanno recuperando una vecchia scuola a Nuadiblù nel nord della Mauritania dove «nel rispetto dei diritti umani» saranno alloggiati gli immigrati che verranno riportati un Mauritania dalle Canarie. Il nuovo assalto è determinato da ragioni contingenti (tariffe “stracciate”, barche veloci), dalla straordinaria blindatura delle due enclaves spagnole in Africa, Ceuta e Melilla, e da ragioni che affondano nel recente passato della Spagna. Tra il 2000 e il 2004, il governo della destra di Aznar chiuse completamente le porte agli immigrati, fermò insomma le regolarizzazioni. Il risultato fu una drammatica crescita esponenziale degli arrivi clandestini (15mila all’anno). Giunto al governo Zapatero, tra i primi provvedimenti adottati, integrò 700mila irregolari, attuando (El Pais) «la maggiore regolarizzazione della storia della Spagna». La sfida per Zapatero ed il suo governo appare tuttavia ancora aperta e la rotta tra la Mauritania e le Canarie è destinata ad affollarsi con l’arrivo della bella stagione.

Pur essendo una minoranza nella grande massa degli irregolari che bussano alle nostre porte, coloro che attraversano i mari, cioè il Mediterraneo e l’oceano Atlantico sono sempre più vittime di una spaventosa strage che sfugge ai riflettori e si consuma dapprima tra le onde e quindi negli abissi. Secondo Fortress Europe tra il 1988 ed il 2005 sono annegate alle porte d’Europa 3908 irregolari in fuga dall’Africa, negli ultimi tre anni le vittime dei naufragi sono state 1949. A questo bilancio (datato 7 febbraio) vanno però aggiunti gli annegati delle Canarie il cui conto compare in un rapporto della Guardia Civili datato 21 dicembre e reso noto il 21 marzo 2006.

Secondo gli archivisti di Fortress «la principale causa di morte è l’annegamento nelle acque del Mediterraneo». Solamente nel canale di Sicilia, negli anni considerati (’06-’04) sono morti 1641 irregolari, ed il mare ha inghiottito i corpi di 677 disperati dell’Africa. Nel mare Mediterraneo, negli ultimi 4 anni, sono morti 2080 clandestini e 1117 cadaveri, uno su tre, giacciono in fondo al mare. Fortress fa notare che gli irregolari dopo aver superato le onde muoiono anche «sui campi minati della Grecia, nascosti nei camion, nei containers delle navi cargo, sotto i treni e negli aerei, oppure di stenti nel deserto libico come sulle montagna turche. Gli analisti del sito stimano in 16 il numero degli immigrati uccisi o morti infilzati nelle reti, nel corso dell’assalto alle enclaves di Ceuta e Melilla (settembre-ottobre 2005). Da allora la frontiera africana tra Spagna e Marocco è stata ulteriormente blindata e sono in via di realizzazione protezioni «tridimensionali» che affiancheranno le due barriere di filo spinato che, pochi mesi fa, sono state assaltate da un vero e proprio «esercito» di scalatori. La struttura, che gli americani stanno copiando a Tjuana, al confine con il Messico, sta diventato un vero e proprio «muro» dotato delle più sofisticate tecnologie che comprendono sistemi di acqua a pressione con getti di pepe che, dice El Mundo, non «ledono la vista, ma la rendono più difficile» e «fuochi che creano confusione». Chiusa una porta, se n’è però aperta un’altra.

LA TRAGEDIA IN NUMERI

3980
GLI IRREGOLARI che sono morti nell’assalto all’Europa tra il 1988 e il 2004. I morti negli ultimi tre anni sono stati 1949

3342 L’86% DEL totale le vittime dei naufragi avvenuti negli ultimi quattro anni nel Mediterraneo

1200-1700 LE VITTIME degli annegamenti nella sola rotta tra Mauritania e Canarie solo negli ultimi mesi del 2205

1641 I CADAVERI inchiottiti dalle acque del canale di Sicilia

Fonte unita.it

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