La Lega Nord espulsa dal gruppo euroscettico

lega nordSTRASBURGO - La Lega Nord è stata espulsa dal gruppo euroscettico di Indipendenza e Democrazia dell’Europarlamento e dovrà rientrare nel gruppo misto, dei non iscritti, dove era già nella precedente legislatura Lo ha annunciato oggi il presidente del gruppo, il danese Jens Peter Bonde. I rappresentanti della Lega Nord al Parlamento Europeo sono Umberto Bossi, Mario Borghezio, Francesco Speroni e Matteo Salvini. La comunicazione odierna non fornisce dettagli sui motivi del provvedimento, ma la decisione, gira voce sarebbe legata, a comportamenti dei deputati padani ed alla vicenda della maglietta anti islam indossata da Roberto Carderoli. Non è chiaro anche se la decisione, commenta il Corriere della Sera on line, possa essere uno strascico della manifestazione di protesta del 5 luglio scorso durante l’intervento in aula del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Per ora il gruppo di Id ha solo provveduto ad informare la presidenza del Parlamento della decisione e non ha diffuso alcuna nota al riguardo.

Insieme ai deputati padani sono stati espulsi da Id anche sette rappresentanti polacchi eletti a Strasburgo nelle file di uno schieramento euroscettico.

Già martedì gli eurodeputati di Id si erano riuniti per votare la proposta di espellere i rappresentanti della Lega, ma non era stata raggiunta la maggioranza dei due terzi richiesta per questo tipo di provvedimento. In conseguenza dell’esito del voto - 20 a favore dell’espulsione, otto astenuti e cinque contrari - il presidente del gruppo, il danese Jens Peter Bonde, aveva precisato che i deputati leghisti europei non potevano essere espulsi, ma erano considerati sospesi dal gruppo, aggiungendo che il provvedimento di espulsione poteva essere emesso dopo le elezioni italiane, se gli stessi non si fossero dimessi volontariamente prima.

“Sono imprevedibili e non si capisce cosa fanno politicamente”, si era lamentato venerdì scorso con i media del suo paese – ricorda l’Unità – l’olandese Hans Blokland dei Cristiani uniti. E non è per niente piaciuta agli ex alleati in particolare la sparata di Roberto Calderoli sulla tv italiana sulle magliette con le vignette blasfeme. Mentre Nils Lundgren, del partito euroscettico svedese Junilistan ha fatto capire che sono state le “amicizie pericolose” con le formazioni razziste e xenofobe della Francia e delle Fiandre, invitati alle conferenze organizzate dalla Lega, a far pendere la bilancia verso l’espulsione. Nella legislatura europea precedente la Lega era alleata con l’ultradestra francese di Le Pen.

“L’espulsione dei deputati europei della Lega Nord, persino dal gruppo più euroscettico del Parlamento europeo desta sicuramente un’enorme sensazione nell’opinione pubblica europea e nella comunità italiana all’estero” ha commentato Gianni Pittella eurodeputato DS/PSE e responsabile nazionale Italiani all’estero dei Ds.

“Non può che far riflettere – ha aggiunto Pittella - tanto in Italia quanto tra i nostri connazionali all’estero, il fatto che un partito razzista, xenofobo, antieuropeo e anti italiano venga ripudiato anche dai gruppi più estremisti del Parlamento europeo”. “Questa è – ha concluso - una nuova conferma della qualità della coalizione di centrodestra e della sua distonia rispetto al comune sentire europeo”.

Non solo Pittella. Nel centro sinistra sono stati molti i commenti contro la Lega.

Dichiarazioni che, per il capo delegazione dell’Udc al PE Armando Dionisi “dimostrano quanta strumentalizzazione ci sia da parte della sinistra nostrana”. “Detto questo – ha puntualizzato Dionisi - è bene che la Lega e i suoi esponenti riflettano sulle proprie azioni passate e future”.

Intanto la Lega annuncia ricorsi contro l’esclusione dal gruppo di Id dei deputati del Carroccio. I ricorsi saranno presentati “sia alla presidenza del Parlamento sia, se necessario, alla Corte di giustizia”, ha precisato Borghezio. Per il quale la decisione del gruppo parlamentare “è irregolare e illegittimo”. “Guarda caso – ha detto - il provvedimento del tutto illegittimo riguarda due formazioni che sia in Parlamento sia all’interno del gruppo, si erano caratterizzate in una severa attività di controllo dell’uso dei fondi pubblici”.

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