Immigrato-disabile il suo sogno: riabbracciare la famiglia

La battaglia contro la povertà lo portò prima in Germania, poi in Olanda e infine, nel ‘99, in Italia, a Palermo. Nel 2001 improvvisi attacchi di ipertensione lo costrinsero ad abbandonare il lavoro, e da allora non riuscì più a mandare il denaro necessario ai suoi familiari. La svolta nel 2004, quando il suo caso venne scoperto dai volontari della Caritas della parrocchia palermitana di Santa Oliva, che oggi stanno cercando di farlo ricongiungere alla moglie Mercie nel nostro Paese. Ma per riuscirci, la donna deve trovare qualcuno che la assuma
“Quando torni papà?”. Chissà quante volte la piccola Jennifer avrà chiesto al padre Anthony Opoku (nella foto) di ritornare a Sunyani, il suo paese d’origine nel cuore del Ghana, da dove manca da più di 10 anni. Vorrebbero abbracciarsi, come mai hanno potuto fare finora. Anthony emigrò in Europa nel ‘95, proprio mentre sua moglie Mercie era in dolce attesa di Jennifer, e gli altri suoi due figli, Mavis e Davis, avevano appena 1 e 3 anni. Troppo estesa la miseria nella sua terra, troppo esigua la paga nelle piantagioni ghanesi di cacao per rimanere in patria.[…]
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