Italiani razzisti soprattutto con gli africani

lega nord

Rapporto Unar: i «discriminati» provengono da Senegal, Nigeria e Costa d’Avorio.

Il rapporto 2005 dell’Unar del Ministero Pari Opportunità, presentato al Parlamento e al Presidente del Consiglio, nella giornata della Memoria, traccia il panorama dei comportamenti razzisti, dei pregiudizi e delle fobie xenofobe degli italiani. Bilancio di un anno, dal 10 dicembre 2004, del centro di contatto attivo dalle 10 alle 20 al numero gratuito 800.90.10.10, disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, russo, rumeno, cinese mandarino. Con focal point nazionali a Torino, Milano, Padova, Roma, Napoli e Catania, offre assistenza immediata alle vittime di disparità di trattamento e molestie di origine etnica, avvalendosi di funzionari, magistrati ed esperti in scienze giuridiche e sociali. Su 3.438 chiamate, 867 le denunce di discriminazione razziale e 2.571 le informazioni su procedure di ingresso e soggiorno e sulla legislazione sull’immigrazione.

Perfino lamentele di italiani su borse di studio e bandi di edilizia residenziale, assicurati in via preferenziale a stranieri. A chiamare soprattutto uomini (63,8% contro il 36,2% di donne) di 40 anni del Senegal, della Nigeria e della Costa d’Avorio (22,8%), marocchini ed egiziani (23,3%) immigrati dall’India, Filippine, Cina e Iran (6,2%), seguiti da quelli dell’America Latina e dell’Est Europeo, rispecchiando i flussi migratori in Italia. Il 37,6% delle segnalazioni proviene da africani, più a rischio per il colore della pelle, marcatore etnico incisivo. Il 29,4% da italiani, testimoni di atti discriminatori. Minori (16%) i contatti degli immigrati dell’Europa dell’Est, sudamericani (l’11,3%) e asiatici (4,2% ). Immigrati da più di 13 anni e ai margini di una società di cui sono solo spettatori “disarmati” dei più elementari diritti di cittadinanza. Soprattutto le vittime a denunciare nel 76,7% dei casi, i testimoni nel 15,8% e le associazioni nel 7,5%. Discriminazioni e molestie più diffuse nel Nord Ovest (32,3%) Nord Est (27,3%), al Centro (28,5%) e nel Sud e Isole (11,9%), dove è maggiore la presenza di clandestini in transito verso il Nord. Disparità di trattamento sul lavoro (28,4%) e nella ricerca della casa (20,2%). Al 3° posto i servizi degli Enti pubblici con il 9.9% delle denunce. Il settore del «Trasporto pubblico» (4,3%), «Spazi pubblici» (5,3%) e «pubblici esercizi» cumula oltre il 16% delle denunce, mentre le Forze dell’Ordine, deputate al controllo del territorio e al rilascio di documenti per immigrati, raccolgono il 6,4 delle segnalazioni. Accesso al credito negato nel 6,7% dei casi. Ingresso sbarrato sul lavoro(26,3%) e mobbing (20%), in particolare contro i giovani (66,7%). Vita di quartiere e di condominio ad alto tasso di conflittualità razziale (54,4%), per le differenti abitudini domestiche. Il 17,5% delle denunce riporta le peripezie nella ricerca di un tetto.

di LAURA CANDELORO

Fonte iltempo.it

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