Treviso: affitti razziali
“I sindacati e la sinistra accusano Gentilini di incitamento all’odio razziale, ma l’unica cosa di cui si può accusare Gentilini, per le sue dichiarazioni, è l’istigazione al buon senso. E’ assolutamente legittimo che qualcuno inviti ad affittare o vendere gli immobili a persone che rispettano la legge”. Il ministro delle Riforme Roberto Calderoli interviene così in merito alle polemiche che infuriano in queste ore a Treviso a causa dell’ennesimo attacco del leghista Giancarlo Gentilini agli immigrati. Il vicesindaco della città veneta, durante un comizio in piazza ha invitato i cittadini a non vendere e a non affittare le proprie case agli extracomunitari, precisando peraltro che “la razza Piave” è meglio delle altre etnie.
“Questo è l’ultimo episodio di una barbarie verbale che lascia profondamente disgustati - ha tuonato il segretario della Cgil di Treviso Paolino Barbiero - l’incitazione alla segregazione razziale e l’invocazione alla discriminazione su base etnica sono o non sono reati?”.
Con i rappresentanti dei lavoratori sono insorti anche i politici del centrosinistra, le associazioni di volontariato e molti esponenti religiosi. Alcuni giorni fa il parroco di Sant’Urbano a Preganziol, stanco dei continui attacchi all’indirizzo degli stranieri, durante la Messa aveva criticato “quel disgraziato, quell’omaccione con la fascia tricolore”. Gentilini non è mai stato nominato, ma si è sentito comunque chiamato in causa (coda di paglia?). Il vicesindaco ha infatti chiesto al vescovo di Treviso e al segretario di Stato vaticano card. Sodano di spedire “il prete rosso d’assalto in un eremo a meditare”.