Conclusa indagine conoscitiva del comitato parlamentare Schengen
E’ stato approvato all’unanimità, dal Comitato parlamentare Schengen-Europol-Immigrazione presieduto dall’on. Alberto di Luca, il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sullo spazio Schengen nella nuova dimensione dell’Europa a 25 membri.
Nell’indagine il Comitato, partendo dall’evoluzione dell’area Schengen, ha messo in risalto la necessità, per affrontare i flussi migratori clandestini, di accordi con i paesi di origine o di transito degli immigrati; l’esempio della Libia è paradigmatico. E’ quanto aveva già evidenziato nei giorni scorsi lo stesso ministro Pisanu di ritorno da un suo viaggio diplomatico in Libia, sottolineando che la collaborazione iniziata con il paese ha portato nel 2005 le autorità a bloccare non meno di 40mila immigrati clandestini che si accingevano a partire per l’Italia, a sgominare 45 organizzazioni criminali, a denunciare 5.300 persone e sequestrare un gran numero di imbarcazioni e di mezzi per il trasporto nel deserto, ma che tale rapporto doveva essere perfezionato per diminuire, anche, i flussi migratori clandestini provenienti dagli altri paesi africani o asiatici.
L’on. di Luca ha poi messo in evidenza che “il contrasto dei crescenti flussi di immigrati clandestini è di importanza prioritaria per il futuro dei nostri popoli e che il superamento di tale problema riguarda e coinvolge tutti i Paesi dell’UE e, pertanto, richiede condivisione di responsabilità e di adeguate comuni soluzioni”. Ciò è quanto aveva sottolineato, in occasione di una conferenza stampa al Vicinale, il Vice Presidente della Commissione europea Frattini, ricordando anche come L’Unione europea sia pronta ad aprire un “negoziato politico” con la Libia sul tema dell’immigrazione clandestina e come abbia accolto recentemente la proposta di creazione di un fondo supplementare che ammonta, orientativamente, a 400 milioni di euro, da aggiungere ad altri progetti già finanziati volti a prevenire l’immigrazione clandestina.