WEF: Open Forum, Europa lotterà per avere immigrati

wefDAVOS - Con un dibattito sul tema della migrazione si è aperta oggi a Davos (GR) la quarta edizione dell’Open Forum, manifestazione parallela all’incontro fra i grandi dell’economia organizzata dal World Economic Forum (WEF) e dalla Federazione delle chiese evangeliche della Svizzera (FCES). Dalla discussione, seguita da un folto pubblico, è emerso che i paesi europei saranno forse chiamati in futuro non tanto ad osteggiare, quanto a favorire l’immigrazione.

Obiettivo dei promotori del forum è offrire almeno un piccolo contributo per edificare una società più giusta. Per il direttore generale del WEF, André Schneider, la piattaforma serve a “gettare ponti fra l’economia, la politica, la società civile e il pubblico”, mentre secondo il presidente della FCES Thomas Wipf essa serve a creare consapevolezza nei confronti dei problemi di coloro che in genere non possono prendere la parola.

Fra costoro figurano a livello mondiale i 160 milioni di migranti che si spostano per lavoro: essi sono stati al centro di una tornata di discussione fra rappresentanti del mondo politico ed economico, dei sindacati e delle organizzazioni non governative. I partecipanti si sono trovati d’accordo nel ritenere che gli spostamenti di persone dovuti a problemi economici non possono essere evitati: anche perché l’Europa nei prossimi decenni dovrà proprio “importare” nuova popolazione, visto l’invecchiamento dei suoi abitanti. Addirittura c’è chi ha preventivato che i paesi industrializzati in futuro dovranno lottare fra loro per poter beneficiare di questa spinta demografica: la questione della tolleranza assumerà un ruolo sempre maggiore.

Il presidente della Croce Rossa Svizzera René Rhinow ha auspicato che quello delle migrazioni sia finalmente riconosciuto come problema a sé stante, e non venga invece trattato nell’ottica dell’asilo. Si tratta di trovare soluzioni praticabili non solo per i paesi industrializzati, bensì anche per le nazioni in via di sviluppo.

Stasera è prevista un’altra discussione sulle conseguenze della concorrenza fiscale. Vi partecipano il ministro delle finanze egiziano, Youssef Boutros-Ghali, il presidente della direzione di Ernst&Young Peter Athanas e l’ex ministra filippina delle finanze Leonor M. Briones. In totale l’Open Forum prevede otto convegni di questo tipo.

Fonte tio.ch

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