Appello alla Cooperativa Minerva per la rinuncia alla gestione del CPT di Gradisca d’Isonzo

No cpt

Al presidente sig. Adriano Ruchini,
al consiglio di amministrazione,
ai soci tutti
della coop soc srl Minerva

Avendo saputo che la vostra cooperativa si presta alla gestione del Centro di Permanenza Temporanea di Gradisca e ritenendo inaccettabile che ad abboccare alla grossa esca di milioni di euro, messa in gioco per trovare un ente gestore, sia stata proprio una cooperativa sociale del territorio che per di piu’ fa sfoggio di certificazioni etiche, qualora non ne foste gia’ a conoscenza, vi informiamo che:

+ i CPT sono a tutti gli effetti moderni campi di deportazione nei quali vengono violati i fondamentali diritti delle persone ingiustamente detenute come dimostrano rapporti di associazioni quali Medici Senza Frontiere e Amnesty International, nonche’ i reportage che a fatica, dal momento che i centri sono luoghi chiusi e inaccessibili, alcuni giornalisti sono riusciti a realizzare da Giovanna Boursier, con il suo servizio “Clandestini” per la trasmissione Report di RAI 3, a Fabrizio Gatti, giornalista de “La Repubblica” che per riuscire ad entrare in un CPT si e’ finto clandestino ed ha documentato le violenze e violazioni che avvengono all’interno di quelle mura

+ i reali gestori di tutti i CPT sono le forze dell’ordine e il ministero dell’Interno e nessun “ente gestore”, nemmeno con la gestione piu’ umana che si possa realizzare, potra’ minimamente incidere su quella che e’ una violenza strutturale

+ il livello di tensione raggiunto all’interno dei centri, proprio per le grosse pressioni psico-fisiche alle quali sono sottoposti i migranti rinchiusi, porta continuamente le persone a gesti autolesionistici fino ai gravi atti di suicidio e a ribellioni di massa e tentativi di fuga. Queste situazioni, difficilmente gestibili, hanno ricadute dirette su chi gestisce il luogo come dimostrano le molte indagini, denunce e condanne in corso in diversi CPT di Italia ( vedi i casi clamorosi di Lampedusa, Lecce, Bologna) a carico proprio degli enti gestori

+ e’ stato rilevato un grave illecito nella procedura di approvazione del progetto per la costruzione del CPT all’interno dell’ex caserma Ugo Polonio, che ha visto lo scavalcamento totale di Regione FVG, Provincia di Gorizia e Comune di Gradisca (che per altro si son detti contrari all’opera fin dall’inizio) i quali stanno ricorrendo per vie legali al TAR del Lazio (la sentenza e’ fissata per fine febbraio)

Vi invitiamo a svolgere delle ricerche per verificare la veridicita’ del contenuto, ma e’ chiaro che vi apprestate a gestire un abuso etico-morale di conseguenze incommensurabili ed un “abuso edilizio” da 17 milioni di euro!
Pertanto ci appelliamo alla vostra coscienza invitandovi a ritirarvi dalla gestione del CPT di Gradisca d’Isonzo; in tal caso non potrete che trovare l’appoggio di tutti coloro che in questi anni si sono dichiarati contrari all’apertura di questa struttura, in primis le istituzioni (Regione, Provincia e Comuni), le forze sindacali, sociali e associative. Qualora non vi ritiraste, siate coscienti della responsabilita’ che vi assumete nella gestione di questo abuso etico, morale e legale.

Aderisci anche tu

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