Gli immigrati abbandonano l’Olanda
Per il terzo anno consecutivo, il saldo migratorio è negativo a causa della recessione, dell’esclusione degli immigrati e di una crisi politica e morale
Mai vista una cosa del genere dagli anni ‘50 a oggi!
Sono più le persone che lasciano l’Olanda che quelle che si vogliono
installare. In un paese ossessionato dall’immigrazione, i flussi
immigratori si sono invertiti questi ultimi tre anni. Il saldo,
negativo dal 2003, continua ad allargarsi: 16 000 persone nel 2004 e
20 000 nel 2005, secondo le ultime informazioni dell’Ufficio centrale
di statistica (CBS). E questo nonostante l’arrivo dei cittadini in
provenienza dai nuovi paesi membri dell’Unione europea(UE).
Tra gennaio e novembre 2005, 91 000 stranieri si sono installati in
Olanda, tra i quali 6 600 Polacchi, 5 200 Tedeschi e 3 200 Cinesi,
indicano le statistiche ufficiali. Nel corso dello stesso periodo,
110 250 residenti in Olanda sono emigrati. Fatto significativo: solo
la metà sono nati in Olanda. L’altra metà proviene dalle più forti
colonie di immigrati dell’Olanda: Turchi, Marocchini, Surinamensi e
Antillani.
Assassinii. Da solo il pessimismo degli Olandesi non spiega tutto.
Alla recessione che attraversa il paese dal 2001 si è aggiunta una
crisi politica, marcata dagli assassinii del leader di destra Pim
Fortuyn nel 2002 e del cineasta Theo van Gogh nel 2004. Di fronte ad
un malessere sempre più grande, sempre più giovani quadri sono
espatriati. Secondo il centro per l’impiego (CWI), 49 000
professionnisti hanno lasciato il paese dal 2004, senza
necessariamente andare lontano. Mentre il Canada, gli USA,
l’Australia, il Sudafrica e la Nuova Zelanda erano le destinazioni
privilegiate negli anni 50, il Belgio, la Germania ed i paesi
scandivani sono le mete preferite oggi.
Sui 700 000 Olandesi di origine che vivono all’estero, circa 120 000
si trovano in Canada, 117 000 in Germania, 105 000 negli Stati Uniti
e 98 000 in Belgio. Alcuni pensionati figurano tra quelli, meno
numerosi, che hanno scelto il Regno Unito (40 000 persone), la
Francia (26 000) e la Spagna (21 000).
«Le opportunità di carriera, la nazionalità del coniuge, la fiscalità
e il costo della vita meno alto sono i fattori decisivi
dell’emigrazione degli autoctoni», afferma Arno Sprangers, un esperto
del CBS. L’attrattiva più recente sono i paesi scandinavi con il loro
sistema sociale, con gli asili nido e le stutture per l’infanzia più
accessibili rispetto all’Olanda. «Adesso la Germania attira molti
amanti di calcio, spiega un portavoce del CWI, che sta per
installarsi in Germania per non perdere i Campionati del mondo del
2006.»
Troppo numerosi. Altro fattore di emigrazione, il movimento di
ritorno degli «alloctoni» nel loro paese di origine, motivati da un
tasso di disoccupazione che colpisce maggiormente gli immigrati (16
%) rispetto agli Olandesi (5 %), e ugualmente da un sentimento di
esclusione sempre più marcato. Secondo
un’ inchiesta in giugno dell’Ufficio di pianificazione socioculturale
(SCP), due terzi degli Olandesi dicono di non avere nessun contatto
con gli immigrati e pensano che gli immigrati siano troppo numerosi
in Olanda.
Nel 2004, oltre 4 000 Turchi et 2 600 Marocchini sono ritornati nel
loro paese di origine. In seno ad ognuna di queste comunità, un
migliaio di persone appartenenti alla seconda generazione sono
ritornati nel loro paese.
«Per me, non c’è storia», afferma Karim Daoud, 35 anni, nato da
genitori marocchini immigrati in Olanda, oggi impiegato come tecnico
alla televisione nazionale. «Appena posso, metto su una società di
produzione a Casablanca.» La sua principale
motivazione: «l’atmosfera», che trova sempre meno buona, soprattuto
nei confronti dei Marocchini, dopo l’omicidio di Theo van Gogh da
parte di un giovane islamista di origine marocchina.