Abruzzo: oltre quarantamila i soggiornanti

AbruzzoCresce il numero di immigrati stranieri in Abruzzo. Nel corso del 2004 sono stati 1960 i nuovi ingressi nella regione Abruzzo, ammontare che è andato a sommarsi ai già 40.296 del 2003. La fotografia è stata scattata dall’Eurispes Abruzzo che ha elaborato i dati Caritas/Migrantes evidenziando come, tra i soggiornanti del 2003, i minori residenti siano 6.664 e i nuovi nati 779. Al primo gennaio 2005 i soggiornanti stranieri in Abruzzo risultano essere dunque 42.256.


Disaggregando i dati a livello provinciale emerge che la più alta concentrazione di stranieri interessa la provincia dell’Aquila, la cui stima di soggiornanti alla fine del 2003 è pari a 13.535, segue Teramo con 12.264 immigrati, Chieti con 8.856 e, infine, Pescara con 7.602. In vetta per numero di immigrati minorenni è la provincia di Teramo che ne conta 2.164, seguita dall’Aquila (2.036), Chieti (1.517) e Pescara (927).
Secondo lo studio Eurispes, inoltre, i lavoratori stranieri nella regione abruzzese rappresentano il 13% delle forze di lavoro. Nel corso del 2004 i rapporti a saldo, al netto delle cessazioni sono stati in valori assoluti 2.027: a fronte delle 15.644 assunzioni, le cessazioni sono state 13.617. Prevalgono soprattutto i contratti di lavoro a termine e quelli a tempo parziale, mentre sono ridotti gli impieghi ad alta qualifica, con evidente sottoutilizzo delle loro risorse professionali, a fronte di un aumentato fabbisogno di figure professionali qualificate.

“Il futuro del nostro Paese sembra essere molto simile a quello del Canada, dove un sesto della popolazione è nata all’estero. Anche se non è possibile stabilire il tempo necessario per tale cambiamento – spiega l’Avv. Nicola Di Bernardo, presidente dell’Eurispes Abruzzo – vorrei sottolineare il livello di istruzione degli immigrati, mediamente più istruiti degli italiani: tra i residenti stranieri i laureati sono solo il 7,5%, i diplomati il 27,8% contro il 25,9% e, quelli con licenza media, il 32,9% contro il 30,1%. Tra le donne immigrate, il livello di istruzione risulta persino più alto. Sarebbe sicuramente opportuna – conclude Di Bernardo - una strategia più mirata di inserimento e riqualificazione professionale, che smentisca lo stereotipo che persone immigrata sia uguale a collaboratrice domestica o manovale”.

Fonte teramonews.com

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