Archivio della Categoria 'Sfruttamento'

Un inferno chiamato Rosarno

Lunedì, 25 Dicembre, 2006

Il lavoro stagionale e schiavistico nei campi della piana di Gioia Tauro, per conto della ‘ndrangheta e per pochi euro all’ora. Il razzismo, le spedizioni punitive e la prostituzione. E per alloggio un’ex cartiera abbandonata. Viaggio tra gli immigrati di Rosarno, Calabria. Nell’Italia che non si vede

di Alessio Magro
Stanno sul bordo della strada, con le buste di plastica in mano, gli stivali di gomma ai piedi. Aspettano di essere scelti per una giornata di lavoro. Come al mercato degli schiavi. Sono l’esercito delle arance, le braccia che mandano avanti i campi nella piana di Gioia Tauro, profonda Calabria. Aspettano i caporali, con i loro pick-up, pronti a spaccarsi la schiena dieci o dodici ore per 20-25 euro. Aspettano, attenti a non farsi investire dalle auto che passano sulla Nazionale, perché a Rosarno i marciapiedi non ci sono. E perché c’è chi fa a gara a colpire il negro o il rumeno. Chi è fortunato acquista il diritto ad essere sfruttato. Ma anche quello si paga: 5 euro a testa per il trasporto fino agli aranceti. A volte bisogna farsela a piedi. Li vedi in fila dietro il guard-rail, tre-quattro chilometri sull’autostrada per abbreviare il tragitto. Gli altri tornano a casa, si fa per dire.
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Sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Giovedì, 7 Dicembre, 2006

di Piero Russo
Cerignola - Vivevano in condizioni disumane, in un piccolo casolare semidiroccato nelle campagne cerignolane. In quattordici, uomini e donne, senza gas né acqua, costretti a pagare un affitto di 45 euro a testa mensili per quattro mura, pochi mattoni che li riparavano dalle intemperie, la notte, dopo una giornata di duro lavoro qua e là, nei campi, nei vigneti, in base alle stagioni. Una vita di stenti, furti e clandestinità, iniziata nel 2004 e finita ieri, quando i carabinieri sono intervenuti. Tutto è accaduto per caso. I militari hanno bloccato e arrestato per furto tre bulgari irregolari, mentre, a bordo di un furgone scuro, di targa bulgara e in uso ad uno dei tre, trasportavano numerosi sacchi pieni di olive rubati dall’interno di un frantoio in via Pantanella. I bulgari sono stati interrogati e i militari sono riusciti a risalire al luogo in cui trascorrevano la notte. Si tratta di un casolare in località “Tre Titoli”, a tre chilometri da Cerignola in direzione Candela, dove c’erano altri undici bulgari, tra cui quattro donne, che dividevano solo due camere da letto e un unico bagno, senza acqua potabile né gas. I bulgari, tutti clandestini, non hanno posto alcuna resistenza. Anzi, hanno collaborato con le forze di polizia e i militari dell’Arma che, dopo qualche ricerca, hanno rintracciato e arrestato il proprietario del casolare, Antonio Danza, 64enne di Stornarella. Danza è finito in manette per aver favorito l’immigrazione clandestina e soprattutto per aver tratto profitto dagli immigrati. Riusciva, infatti, a guadagnare dai seicento ai mille euro al mese con gli affitti, in base alle presenza di bulgari nel casolare, che venivano rimpiazzati da altri bulgari clandestini in base alle disponibilità dei letti.
Fonte ilmeridiano.info

Foggia: scoperto un lager: arrestato agricoltore che sfruttava immigrati

Lunedì, 4 Dicembre, 2006

Sfruttamento dell’immigrazione clandestina: arrestato un agricoltore pugliese di 64 anni. Il fermo è avvenuto a Cerignola, in provincia di Foggia, durante un’operazione dei carabinieri. Quattordici bulgari irregolari sono stati espulsi e quattro di loro arrestati per furto e inosservanza dell’ordine di espulsione. Gli stranieri vivevano in un vecchio cascinale di campagna, in condizioni di assoluto degrado.

I militari hanno arrestato i delinquenti mentre a bordo di un furgone trasportavano numerosi sacchi di olive rubati all’interno di un’azienda olearia della zona. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno scoperto, in un vecchio cascinale di campagna, altri cittadini bulgari, anch’essi privi di permesso di soggiorno, fra cui uno già espulso e quindi inottemperante.

Si è scoperto che i clandestini pagavano 45 euro al mese a testa al proprietario dell’immobile, per vivere in condizioni di assoluto degrado. Per l’uomo, un agricoltore locale di 64 anni, è quindi scattato l’arresto con l’accusa di aver tratto profitto dalla condizione di illegalità degli stranieri, favorendone la presenza sul territorio nazionale.
Fonte libero.it

350mila immigrati nell’edilizia

Venerdì, 1 Dicembre, 2006

Circa 65mila sono irregolari, spesso vittime dei caporali. “Chi è clandestino non può porre condizioni”

ROMA - Sono quasi 350mila i lavoratori stranieri del settore dell’edilizia, ma 65mila sono irregolari: una situazione che spesso li fa finire nel “mercato della braccia” gestito dai caporali. A lanciare l’allarme è la Filca Cisl, che ieri ha presnetato dei sugli immigrati nel settore delle costruzioni.

“La presenza dei lavoratori stranieri, comunitari e non all’interno del settore delle costruzioni - afferma il segretario nazionale del sindacato Antonio Ceres - è consistente, diffusa ed articolata. La presenza regolare all’interno delle casse edili ha raggiunto livelli impensabili fino a qualche anno fa: 167.092 lavoratori stranieri regolari, pari al 21,8% degli addetti nel semestre ottobre 2005-marzo 2006; più che triplicati rispetto a 2001 quando erano solo 50.710″.
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Immigrati, quei fantasmi nei cantieri

Giovedì, 30 Novembre, 2006

Da una ricerca Filca-Cisl i lavoratori immigrati nell’edilizia risultano 350mila, ma 65mila sono irregolari, spesso vittime dei caporali.

Ci sono, lavorano, ma fuori dai cantieri è come se non esistessero. E’ il popolo dei fantasmi: su 350mila lavoratori stranieri nel settore dell’edilizia, 65mila sono irregolari, quasi uno ogni cinque. E tra questi molti vanno a gonfiare il “mercato della braccia”, gestito dai caporali.
E’ una fotografia impietosa, ma realisitica quella tracciata ieri da un rapporto presentato dalla Filca-Cisl, sul lavoro nero degli immigrati nel settore delle costruzioni.
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